Due scioperi in tre giorni, stop a metro, bus e treni Trenord: il mese infernale dei pendolari

Si parte con lo stop ai mezzi di Atm e Net, poi tocca ai dipendenti di Trenord. Il calendario

Primo uno sciopero dei mezzi Atm con autobus e metropolitane milanesi a rischio. Poi, tre giorni dopo, un'agitazione sindacale rischia di "paralizzare" anche la circolazione dei treni. A luglio, per i viaggiatori brianzoli e milanesi si prospettano due "giornate nere".

Sciopero dei mezzi

Ad aprire la serie, giovedì 11 luglio, saranno i dipendenti di Atm e Net, che potranno incrociare le braccia per tutta la giornata. Il sindacato Cub trasporti ha infatti proclamato uno sciopero di ventiquattro ore, che rischia di mettere in ginocchio i mezzi cittadini. Come già successo lo scorso 7 giugno - quando, per un'altra agitazione, si erano fermate M2, M3 e M5 - a rischio saranno i treni delle quattro linee metropolitane, gli autobus e i tram. 

Il potenziale blocco durerà per tutto l'11 luglio, anche se - come sempre - saranno rispettate le fasce di garanzia, finestre orarie in cui i mezzi circoleranno regolarmente. Nel resto della giornata, però, si rischia il caos, con i dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico meneghina che potranno incrociare le braccia. 

Sciopero Trenord tre giorni dopo 

Tre giorni dopo, invece, a fermarsi saranno i dipendenti di Trenord, che già avevano scioperato lo scorso 7 giugno. Per domenica 14 luglio il sindacato Orsa Ferrovie ha proclamato un'agitazione che coinvolge tutti i lavoratori dell'azienda e che inizierà alle 3 della notte del 14 luglio e terminerà alle 2 della notte del giorno successivo.

Sciopero Trenord, i motivi

In una nota, la sigla sindacale ha sottolineato che i motivi che hanno portato allo sciopero sono gli stessi che avevano già spinto i dipendenti a incrociare le braccia proprio il 7 giugno

"Abbiamo evidenziato che il contratto aziendale di Trenord è scaduto da 4 anni e che lo stesso contiene errori da correggere, così come dichiarato da tutte le parti aziendale e sociali", avevano chiarito in quell'occasione da Orsa.

"Quindi in considerazione di quanto convenuto in sede Prefettizia, per noi il tempo è ormai scaduto e non siamo più disposti ad accettare un calendario che non ha mai prodotto nulla. Abbiamo rilevato inoltre l’inadeguatezza della società e la mancanza di controllo da parte del management nei confronti dei diretti sottoposti, ricordando - avevano concluso - che l’azienda non rispetta quanto si conviene nel confronto sindacale". 

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