Sciopero penalisti: "Riforma sbagliata, problema delle carceri è urgente"

Settimana di astensione dei legali italiani. Ma la protesta nazionale ha un risvolto locale: entro un anno chiuderà infatti la sede distaccata di Desio. "Non esiste ancora un piano per gestire il trasferimento". E intanto il carcere di Monza scoppia

Un momento dell'incontro di staman (foto AP)

MONZA - Dignità nelle carceri, stop agli abusi sulle intercettazioni, riforma della giustizia, specializzazione per l'avvocatura del futuro. I penalisti italiani incrociano le braccia da lunedì 17 sino a venerdì 21 settembre. Ma la protesta nazionale si colora di un risvolto locale  per la chiusura imminente del tribunale di Desio. I penalisti brianzoli  non approvano gli effetti della riforma delle circoscrizioni. "La riforma non ha tenuto conto delle peculiarità delle singole situazioni territoriali -  spiega Marco Negrini, presidente della Camera penale di Monza - La sede distaccata smaltisce una mole di lavoro da tribunale ordinario: era impensabile chiuderla, ma ormai i giochi sono fatti. Il problema è che al momento non esiste un piano per gestire il passaggio". La giustizia, temono i legali, rischia di ingolfarsi, se non si trova una soluzione in tempi brevi. Entro un anno tutta l'attività giudiziaria svolta dalla sede staccata di Desio passerà nel capoluogo: la cittadina brianzola non gode infatti della deroga concessa alle sedi che operano in edifici di proprietà statale, e che avranno sei anni di tempo per organizzare il trasferimento. Le mura del tribunale di Desio sono di proprietà comunale.

IL PROBLEMA DELLE CARCERI - Attenzione anche al problema delle carceri: "In Italia si abusa della carcerazione preventiva - prosegue Negrini - E' necessario depenalizzare alcuni reati minori e in mancanza di altro, sarebbe forse il caso di pensare a una - mi rendo conto impopolare - amnistia. E' una battaglia che  noi avvocati portiamo avanti da anni,  ma il tema interessa solo ai radicali". E dà qualche cifra: in Italia ci sono 43.000 posti nelle carceri, ma 68.000 detenuti. A Monza, ci sono 450 posti disponibili, ma gli occupanti sono 850. Della questione si è interessata anche la parlamentare PD Alessia Mosca, che a gennaio si recò in visita alla casa circondariale di Monza assieme al collega del Pdl Renato Farina. "E' necessario pensare al reinserimento nella società: la nostra giurisdizione è troppo rigida e giustizialista".

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