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Caso Gioffré: il Partito Democratico chiede le dimissioni del consigliere

Inviata una lettera al sindaco si Seregno e alla commissione antimafia. La proposta di un decalogo sulla trasparenza. Il consigliere comunale è fratello di uno degli imprenditori minacciati dai membri della 'ndrangheta coinvolti nell'operazione "Ulisse"

Il Comune di Seregno (foto Lorenzo Mussi)

SEREGNO - «Dimissioni». E’ laconica la richiesta del Partito Democratico di Seregno. Francesco Gioffré, il consigliere comunale di Seregno definito «un personaggio opaco» dai magistrati della Dda di Milano, secono il partito deve lasciare l'incarico. Lo ha chiesto con una lettera il segretario locale Mauro Brivio. Il Pd ha anche scritto una lettera al sindaco di Seregno, Giacinto Mariani. Ha chiesto alla commissione antimafia del comune di Seregno di interessarsi del caso. E ha proposto l’istituzione di un «decalogo sulla trasparenza» per iniziare a creare «una classe dirigente più severa con se stessa».

GLI ATTI DEI PM - Le parole dei magistrati milanesi del resto erano gravi e fin troppo chiare nel condannare il comportamento di Francesco Gioffré:  «E' di tutta evidenza – si legge nelle carte dell’Operazione Ulisse che ha portato all’arresto di 37 persone - che le dichiarazioni di Gioffré Francesco debbono essere inquadrate nel clima di intimidazione del quale è stato vittima anche Roberto Gioffré, che ha evidentemente portato i due fratelli a reagire in modo diametralmente opposto. Se uno dei due fratelli, Roberto, ha scelto di denunciare i fatti con rischio personale che lo ha portato a temere talmente tanto per sé e per i suoi familiari da decidere di lasciare il Paese per trasferirsi all'estero, il politico locale Gioffré Francesco ha fatto una scelta diversa, vicino alla connivenza, più in linea con quella già riscontrata in altri casi oggetto della presente misura cautelare».

LOTTA ALLA MAFIA? "SOLO A PAROLE" - «Il Partito Democratico di Seregno – si legge nel documento ufficiale della segreteria del partito - ritiene che, a prescindere da qualsiasi responsabilità penale, la permanenza di Francesco Gioffré in Consiglio Comunale stenda un ombra infamante e di insopportabile sospetto sull'aula e sulla città tutta. Il Pd di Seregno chiede dunque che lo stesso Francesco Gioffré rassegni le dimissioni».Scrive ancora il Pd di Seregno: «Circa la presenza di attività mafiose sul territorio, i fatti parlano da soli: il sindaco prima di parlare avrebbe fatto bene a rivolgere qualche domanda a Gioffré, consigliere della sua stessa maggioranza; quanto al resto, la lotta alla criminalità organizzata non si fa tanto con le chiacchiere sui giornali, costituendosi parte civile nei processi o partecipando alle manifestazioni -condizioni necessarie ma non sufficienti-, quanto attraverso una diversa prassi amministrativa e dei comportamenti personali nell'amministrazione, riformando le procedure, cambiando le regole e introducendone di nuove. Su questo il PD di Seregno ha delle proposte; le comparsate alle manifestazioni che rivelano ipocrisia quando non sono seguite dai fatti, le lasciamo alla persona del sindaco». E’ facile immaginare che la patata bollente finita tra le mani del sindaco di Seregno, Giacinto Mariani, ora inizi a scottare ancora di più

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