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Mi dai i soldi, ti dò la patente: 136 indagati nella maxi indagine

Costavano un minimo di 2000 euro, anche per immigrati che non sanno una parola d'italiano con la complicità dei funzionari della Motorizzazione. L'inchiesta "Easy Rider" è partita dai Carabinieri di Seregno e Sesto

Redazione 7 giugno 2012
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SEREGNO - Nove funzionari con compiti di esaminatori della Motorizzazione civile di Milano e sei titolari e gestori di autoscuole operanti nelle provincie di Milano e di Monza e Brianza sono finiti agli arresti domiciliari con le accuse di associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e falsità ideologica. Numerose le patenti di guida sequestrate e ben 136 le persone indagate in stato di libertà. Con la complicità dei funzionari della motorizzazione civile meneghina, i candidati di talune autoscuole, tra cui numerosissimi stranieri extracomunitari provenienti da diverse regioni italiane, ottenevano la patente di guida senza di fatto sostenere le previste sessioni di esame. Pagando dai 2.000 ai 4.500 euro, ai candidati venivano suggerite le risposte o addirittura compilati i test e conseguivano così la patente.

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COME UN FILM - L'operazione, chiamata 'Easy Ryder', è stata condotta dai Carabinieri delle Compagnie di Seregno (Monza) e di Sesto San Giovanni (Milano) che questa mattina hanno eseguito le misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza Giovanni Gerosa al termine di un'indagine avviata nel maggio 2011 e coordinata dai Sostituti Procuratori della Repubblica monzese Salvatore Bellomo e Caterina Trentini.
(ANSA)

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4 Commenti

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  • Avatar anonimo di ulmike

    ulmike Class Action: valorizzare i dipendenti della PA rendendo loro Dignità e Professionalità.

    In un periodo di crisi e di tagli necessari anche nelle PA inefficienti, quanti sono i dipendenti della regione Lombardia? 3.100 e quanti sono i dipendenti della regione a statuto speciale che trattiene il 100% dei tributi regionali come Irap? 19.700, e quanti gli abitanti e le superfici delle due regioni? Estendiamo il concetto di autonomia fiscale delle province di Trento e Bolzano a tutte le province d’Italia.
    Per valorizzare il pubblico ufficiale competente che si aggiorna ed è efficiente e non va in palestra durante l'orario d'ufficio, e che non commette atti di corruzione è necessario separare le mele marce dalle mele buone. Non bastano le pagelline di Brunetta se poi i corrotti non possono essere licenziati, perché la corruzione non comporta l’interdizione nella PA (art 29 CP).
    Integriamo l'articolo 55 quater, comma 1, lettera f) del decreto legislativo n°150/2009, noto come decreto Brunetta sulla riforma della PA, in cui la condanna definitiva per un qualsiasi reato contro la PA a prescindere dall’entità della condanna deve comportare il licenziamento disciplinare senza preavviso, ovviamente se il reato non comporta l'interdizione perpetua dalla PA (condanna non superiore a 5 anni) il pubblico dipendente può provare a ricollocarsi in un'altra PA, ma da quel contesto lavorativo deve uscire.
    Se il mio capo ufficio, che è ai domiciliari perché indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso in atto pubblico, era già stato condannato ai tempi del pool Mani Pulite, (tralasciamo che percepisce solo il 50% dello stipendio che paghiamo noi contribuenti), tra diciotto mesi rientra e io dovrei prendere ordini o collaborare con costui? Piuttosto mi faccio trasferire, ma il trasferimento non me lo concedono. Valorizziamo i dipendenti della PA concedendo per motivi di merito trasferimenti tra le PA. Chi è agli arresti domiciliari non deve percepire lo stipendio, se poi viene assolto perché il fatto non sussiste allora il Gip deve risarcire.
    Un altro modo per valorizzare il pubblico dipendente è estendere la responsabilità amministrativa a tutti i dipendenti della PA per qualsiasi negligenza.
    Se un agente della stradale mi ferma per un mese un autista con la sospensione della patente e mi ferma per un mese l’autocarro con il ritiro della carta di circolazione, per incompetenza, poiché non sa che in caso di veicoli provenienti dall'estero con tanto di Cmr  il divieto di circolazione nei giorni festivi per autocarri superiori a 7,5 ton di massa complessiva a pieno carico nelle strade extraurbane viene posticipato di due ore, deve essere possibile citarlo in giudizio con una procedura semplificata se vinco il ricorso dinanzi al giudice di pace. Attualmente se ti rivolgi al comando della Polizia Stradale dell'agente che ha commesso questa negligenza, ti senti rispondere: "faccia ricorso", invece la notifica al capo ufficio verbali della Stradale dell’errata applicazione del Codice della Strada dovrebbe implementare un procedimento di corresponsabilità amministrava diretta, se non mi annulla il verbale e mi riconsegna i documenti.
    Se un direttore della Motorizzazione non riconosce i posti aula per i corsi Adr (merci pericolose) previsti dal DM 317/95 e il Tar lo condanna, dovrebbe pagare tutte le spese legali, invece il Tar lo condanna al risarcimento di una piccola parte delle spese legali fatturate sostenute, che poi vengono pagate con le tasse dei contribuenti e al momento sono trascorsi nove mesi e non si sono ancora visti quei soldi.
    Molti dirigenti dalla PA sanno che possono permettersi soprusi perché anche se li citi dinanzi al Tar loro sono avvantaggiati. Responsabilizziamo la PA per valorizzare le mele buone.
    L’art 28 della Costituzione prevede che in caso di danno provocato da un dipendente pubblico, sia lo Stato a risarcire il cittadino danneggiato e solo successivamente lo Stato si rivale sul dipendente. Il danno deve essere cagionato dal dipendente nell'esercizio delle sue funzioni a seguito di una condotta illegittima. ma la responsabilità amministrativa è vincolata ai soli casi di dolo (intenzione di causare un danno allo Stato) o di colpa grave (cioè di una negligenza grave) per cui un dipendente pubblico che causa un danno erariale alle casse dello stato, con una negligenza minima non incorre nella responsabilità amministrativa.
    La responsabilità amministrativa viene decisa dalla Corte dei Conti e impiega molto tempo per vedersi conclusa. Tra la citazione in giudizio da parte del Procuratore Regionale e la pronuncia in primo grado passano più di sei mesi, la proposizione dell'appello alle tre Sezioni Centrali aggiunge un ulteriore anno.
    Bisogna: snellire questi tempi, implementare la responsabilità amministrativa ad ogni negligenza anche lieve e ridurre i costi di un ricorso amministrativo.
    Quanto costa solo di bolli un ricorso amministrativo al Tar, al Consiglio di Stato, alla Corte dei Conti, al Capo dello Stato? Se si abbassassero il costo dei bolli si metterebbe il cittadino nelle condizioni di fare ricorso contro i soprusi, invece il costo del ricorso che poi anche in caso di condanna della pubblica amministrazione viene riconosciuto solo in parte, mette i funzionari della PA in una situazione privilegiata.
    Se la commissione d'esami presso una certa provincia per l'accesso ad una tale professione commette un eccesso di potere devo annullare l'atto amministrativo e per fare questo devo rivolgermi ad un legale in quanto non è possibile presentare il ricorso senza essere assistiti e il costo dei bolli è tale che al cittadino conviene ripetere l'esame e incassare il sopruso. Ridurre il contributo unificato per il ricorso, rendere facoltativa la presenza di un legale, chi sbaglia paga per intero le spese processuali.
    Il capo ufficio e il dirigente di una PA devono essere considerati corresponsabili per un illecito civile e penale commesso dal suo segretario, altrimenti ci troviamo che il capo ufficio firma un ordine di turni di servizio che materialmente compila la segretaria, che ora si trova agli arresti
    domiciliari per corruzione e il dirigente poiché non ci sono prove nemmeno si trova indagato. Se il capo  ufficio fosse corresponsabile con il sottoposto certamente andrebbe controllare, invece di lavarsi le mani dicendo "ognuno si assuma le proprie responsabilità". Se un direttore di una PA ha più di cinque dipendenti agli arresti domiciliari per associazione per delinquere finalizzata ad un qualsiasi reato contro la PA come corruzione deve essere trasferito per non avere adottato idonee misure di prevenzione.
    L’imprenditore che non comunica la Pec (posta elettronica certificata che sostituisce la RR) viene sanzionato dal art 2630 del CC, modificato dalla legge 180/2011, che regola la violazione di obblighi incombenti sugli amministratori: "Chiunque, essendovi tenuto per legge a causa delle funzioni rivestite in una società o in un consorzio, omette di eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni o depositi presso il Registro delle Imprese è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 103 a 1.032 euro" e non può nemmeno operare, mentre la PA che ha il dovere di dotarsene non è sanzionabile se non usa la e-mail. Perché non prevedere una sanzione per tutte le PA inadempienti? Sarebbe un modo per snellire la burocrazia nella PA e per premiare le PA efficienti.
    Non chiediamo di licenziare i pubblici dipendenti in esubero applicando l’art 18 nel processo di fusione del doppio inutile Archivio Nazionale Veicoli presso il Pubblico Registro Automobilistico gestito dall’Aci e presso il Ministero dei Trasporti, chiediamo di investire in una nuova etica della PA fondata sulla legalità, sulla trasparenza e sulla valorizzazione dei suoi dipendenti, senza aspettare il recepimento di una direttiva europea.

    il 26 giugno del 2012
  • Avatar di Tommaso Di Chiara

    Tommaso Di Chiara un applauso ai carabinieri

    l' 8 giugno del 2012
  • Avatar di Frankie

    Frankie una volta ste cose le facevano a napoli...

    l' 8 giugno del 2012
  • Avatar anonimo di Laura Predabilio

    Laura Predabilio ...ma cosa da matti!!!!

    il 7 giugno del 2012