"Stanze salvavita" per tossicodipendenti: proposta per liberare strade e parchi dalle siringhe

Giovedì sera in consiglio comunale a un passo dall'approvazione della mozione la seduta è stata sospesa

Stanze salvavita per mettere a disposizione di tossicodipendenti dei locali con assistenza e materiale sterile, provare a tirarli fuori dalla spirale della droga e tenere lontane da strade e parchetti frequentati da mamme e bambini le siringhe.

Questa, in sintesi, la proposta contenuta nella mozione "Sale Salvavita" avanzata da Paolo Piffer, rappresentante di CivicamenteMonza, per allestire anche nel capoluogo brianzolo della stanze dotate di servizi, assistenza e strumentazione per tossicodipendenti sottoposta a votazione in consiglio comunale (con seduta poi interrotta) giovedì 25 gennaio.

"Durante la seduta sistematica abbiamo presentato la nostra mozione sull'istituzione delle stanze salvavita, un luogo protetto con un presidio sanitario fisso che mette a disposizione dei tossicodipendenti assistenza e materiale sterile, uno spazio dove poterli agganciare e provare a inserirli in percorsi di recupero" ha spiegato Piffer.

"Purtroppo l'eroina è tristemente tornata di moda, soprattutto tra i giovanissimi, e i servizi già attivi in città dimostrano di non essere sufficienti. Siringhe e materiale potenzialmente infetto abbandonato nei giardinetti pubblici frequentati dai bambini preoccupano molto le mamme che condividono sempre più spesso la loro paura sui social network. Dove le stanze Salvavita sono state istituite (Svizzera, Olanda, Germania, Spagna, Norvegia, Danimarca etc.) i risultati sono stati molto positivi".

Inizialmente, come ammesso dallo stesso Piffer, l'aula consiliare ha risposto inizialmente bene: "dopo che diversi consiglieri si erano già espressi favorevolmente, poi, invece di procedere con la votazione, è stata inaspettatamente sospesa la seduta".

"Rimango fiducioso, non voglio credere che sia stata una bassa strategia politica per provare a boicottare la proposta" ha spiegato il rappresentante. "Dai feedback che ho ricevuto anche la città mi sembra pronta. Siamo tutti d'accordo che dobbiamo provare a contenere un fenomeno così tragicamente crescente? Questa è la nostra ricetta. L’alternativa è fare finta di niente, continuare così come se il problema non esistesse". 

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