Avvelena la famiglia con il solfato di tallio, ecco come il nipote ha ucciso la zia e i nonni

Tre decessi e cinque persone finite in ospedale. Il sospetto degli inquirenti è che potesse uccidere ancora

Il tallio

Secondo gli inquirenti ha avvelenato e ucciso la zia, Patrizia del Zotto, e i nonni Giovan Battista e Maria Gioia. Ha mandato in ospedale altre cinque persone che, forse, per una pura casualità sono scampate alla morte, e probabilmente avrebbe colpito ancora perchè in casa, nascosti in cantina, aveva ancora cinque dei sei flaconi di solfato di tallio che aveva acquistato per mettere in atto il suo piano.

La svolta sul misterioso avvelenamento da tallio in Brianza è arrivata giovedì mattina quando i carabinieri della Compagnia di Desio hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Monza nei confronti di Mattia Del Zotto, figlio di Domenico Del Zotto, ritenuto responsabile del triplice omicidio dei nonni e di una zia paterni, deceduti il 2 e il 13 ottobre scorsi presso l’ospedale di Desio, per avvelenamento dovuto all’ingestione di solfato di tallio.

"Erano impuri" ha detto il giovane 27enne agli inquirenti che gli hanno domandato il perchè di quel gesto dopo che dallo scorso ottobre il mistero del metallo killer aveva tenuto occupati gli investigatori tra Nova Milanese e Varmo, la cittadina in provincia di Udine dove inizialmente si pensava potesse essere avvenuta la contaminazione. Mattia Del Zotto, diplomato in ragioneria, non studiava e non lavorava: da un paio di anni si era chiuso in stesso e aveva interrotto ogni rapporto con il mondo esterno.

Di indole solitaria e con pochi amici il 27enne custodiva ancora in casa lo scontrino di 248 euro con il quale aveva effettuato l'acquisto di sei flaconi di solfato di tallio da un'azienda di Padova, preoccupandosi di celare la sua vera identità con un falso nominativo e un account fittizio di posta elettronica. Il giovane, per motivi che per gli inquirenti restano ancora sconosciuti, aveva deciso di avvelenare la famiglia in maniera silenziosa, somministrando probabilmente nei cibi o nelle bevande che i parenti consumavano dosi in alcuni casi letali di veleno. 

La svolta nelle indagini è arrivata dopo che a metà novembre una seconda coppia residente a Nova Milanese era stata ricoverata in ospedale per sospetto avvelenamento da tallio. A insospettire gli inquirenti era stato il fatto che la famiglia, non era mai stata nella casa vacanze di Varmo e, nonostante il legame di parentela con la famiglia Del Zotto, le frequentazioni non erano assidue. Accanto all'ipotesi di un avvelenamento casuale, si è così fatta strada la possibilità che l'avvelenamento fosse stato architettato da qualcuno che probabilmente doveva essere fermato. E una ulteriore conferma è arrivata quando in un preparato per infuso in casa dei coniugi ricoverati sono state trovate tracce della sostanza

I carabinieri hanno agito in fretta e sono entrati nella casa di Mattia Del Zotto, che vive a Nova Milanese insieme ai genitori. Qui insieme allo scontrino dell'acquisto hanno trovato anche cinque flaconi di solfato di tallio nascosti in cantina. A guidare gli inquirenti verso il responsabile sono stati anche i tabulati telefonici del giovane. Mattia del Zotto è ora accusato di triplice omicidio e di tentato omicidio.

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