Monza, accordo tra Procura e Provincia: tornano al lavoro gli ausiliari del Tribunale

I fondi erano finiti e i cassaintegrati erano rimasti disoccupati due volte. Almeno stavolta potranno tornare al loro impiego

Il Tribunale di Monza

MONZA – In cassa integrazione, pur di non rimanere con le mani in mano avevano accettato di lavorare per un modesto compenso al Tribunale di Monza. Ma i soldi erano finiti e così erano rimasti due volte «disoccupati».

Ma ora, grazie all’intervento della Provincia di Monza, almeno stavolta potranno riavere il loro impiego. Merito dei due nuovi accordi sottoscritti oggi con il Tribunale di Monza, rappresentato dal presidente Annamaria di Oreste e con la Procura della Repubblica, rappresentata dal procuratore capo Corrado Carnevali.

Potrà avere un seguito dunque il programma varato nel 2010 con l’obiettivo di utilizzare lavoratori in cassa integrazione o in mobilità negli uffici giudiziari di Monza. Una boccata d’ossigeno anche per il Tribunale di Monza, in cronica carenza di organico.

Gli incarichi - massimo venti lavoratori - avranno inizio con il mese di gennaio e avranno una durata di sei mesi, con possibilità di proroga per un semestre.  I lavoratori svolgeranno mansioni amministrative per un tempo pari a venti ore settimanali e si occuperanno di: movimentazione e raccolta atti, fotocopiatura, scansione informatica, fascicolazione, rilevazione ed elaborazione di dati contabili, collaborazione alla conduzione operativa dei sistemi informatici e classificazione di atti e documenti.

Come nei casi precedenti, la Provincia MB selezionerà i curriculum idonei tramite l’agenzia di orientamento e formazione lavoro (Afol) che dispone delle liste di persone in possesso dei requisiti per svolgere lavori socialmente utili. Seguiranno, poi, i colloqui negli uffici giudiziari per l’assegnazione del personale. L’utilizzo dei lavoratori non comporta la sospensione o la cancellazione dalle liste di collocamento e/o di mobilità. La Provincia corrisponderà direttamente ai lavoratori un rimborso spese forfettario pari a 100 euro mensili, per un impegno complessivo di 15mila euro.

«Avremmo voluto fare di più – ha commentato l’assessore al Lavoro Dario Elli - ma i tagli agli enti locali degli ultimi mesi ci hanno messo in ginocchio. Non ci siamo comunque arresi e abbiamo studiato un percorso alternativo che andasse incontro alle esigenze dei nostri uffici giudiziari e a quelle dei lavoratori in mobilità. Oggi avere un lavoro si conferma la priorità assoluta per molti. Una priorità dagli importanti risvolti psicologici che supera anche il mero aspetto economico».

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