Schiava del gioco d'azzardo, dipendente delle Poste truffa i clienti per oltre 1 milione: presa

Nei guai un'ex dipendente di Poste e la sorelle: avrebbero raccolto oltre 1 milione di euro

Tiziana P., una delle sorelle arrestate

Truffa aggravata. È l'accusa a cui devono rispondere Tiziana P. e sua sorella, residenti nelle province di Monza e Lecco, arrestate nella mattinata di giovedì 28 giugno dai militari della guardia di finanza di Monza che, secondo gli investigatori, avrebbero raggirato oltre 40 persone attraverso finti investimenti postali e raccolto denaro per oltre un milione di euro.

Le indagini

Le indagini, come riportato in una nota delle fiamme gialle, sono iniziate nel 2016 in seguito a una denuncia presentata da una coppia di anziani. I coniugi avevano riferito alla guardia di finanza di essere stati  vittime di una truffa architettata da una loro vicina di casa: Tiziana P., dipendente dell'ufficio postale di Carate Brianza sino al gennaio 2017. Quest’ultima, nel 2014, aveva proposto alla coppia di sottoscrivere un investimento finanziario riservato solo al personale dipendente di Poste Italiane. Convinti ad aderire, soprattutto per il rapporto di conoscenza con la donna, le due vittime avevano versato presso le Poste, tra il 2014 e il 2016, somme di denaro per 165mila euro, senza sospettare nulla, anche perché venivano spesso ricevute nell’ufficio della consulente per la compilazione dei moduli di adesione all’investimento e per i necessari aggiornamenti.

A insospettirsi è stato il figlio che, una volta saputo delle operazioni finanziarie dei genitori, aveva notato alcune anomalie (come la stipula dei contratti presso l’abitazione dei clienti e la consegna di soldi in contanti). I suoi sospetti si sono tramutati in realtà quando ha chiesto spiegazioni all'ufficio postale. Durante le indagini i finanzieri di Monza avrebbero scoperto numerosi altri casi, tutti messi a segno con le stesse modalità a danno di oltre 40 persone, tutti suoi conoscenti: parenti, amici, vicini di casa e clienti abituali di Poste Italiane.

La truffa

La ex consulente postale avrebbe convinto i suoi clienti a sottoscrivere dei falsi contratti – "spacciati per vantaggiosi investimenti riservati ai soli dipendenti postali", precisano i finanzieri – a fronte dei quali versavano alla donna, in contanti, con assegni e bonifici, somme per oltre un milione di euro. Per rendere credibile il raggiro e poi eludere le richieste di chiarimenti che i clienti avanzavano sui ritardi nel pagamento degli interessi, l’indagata avrebbe versato sui conti dei truffati delle somme di denaro – a suo dire anticipi sugli interessi – "che provenivano dai soldi sottratti ad altri clienti", precisano i militari.

L’attività investigativa condotta dalla guardia di finanza ha chiarito, inoltre, il ruolo assunto nella commissione delle condotte illecite dalla sorella della ex dipendente postale, indagata per concorso nel reato di truffa, favoreggiamento reale e ricettazione. Per l'ex dipendente di Poste si sono aperte le porte del carcere, mentre la sorella è agli arresti domiciliari.

L'inchiesta di Mi Manda RaiTre

Del caso si era occupato anche il programma televisivo Mi Manda RaiTre che aveva raccolto le testimonianze di diversi anziani. La dipendente di Poste, davanti alle accuse, aveva deciso di chiudersi nel suo silenzio.

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