Monza, l’eccellenza medica è qui: apre la nuova 'Casa della ricerca'

E' stato inaugurato l’U28, il nuovo laboratorio di ricerca dell'ospedale San Gerardo e dell’Università Bicocca. Sarà la nuova "Casa della ricerca"

L'U28 sarà la casa della ricerca - Foto Fb Bicocca

Si chiama U28. Ospiterà grandi attrezzature e grandi ricercatori. E’ grande più di diecimila metri quadrati ed è costato più di tredici milioni di euro. In una sola parola, è la nuova “Casa della ricerca e dell’innovazione” dell’ospedale San Gerardo di Monza e dell’Università Bicocca di Milano. 

Si aggiunge una nuova eccellenza al campus universitario e all'ospedale della città di Teodolinda, sempre più punto di riferimento per il mondo della ricerca. Giovedì, infatti, in contemporanea con l’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università Bicocca di Milano, è stato inaugurato il nuovo edificio “U28” destinato alla ricerca biomedica di frontiera e alla medicina di precisione. 

“Il 2015 è stato un anno di grande divulgazione e promozione di scienza, cultura e ricerca sia per la nostra comunità accademica sia per la città di Milano - ha esultato il rettore Cristina Messa -. La cerimonia di oggi è un’ottima opportunità per raccontare come questi fattori uniti alla formazione e partecipazione dei giovani, siano il motore dello sviluppo sociale ed economico delle nostre società”. 

“In questa nuova Casa della ricerca e dell’innovazione, ci piace chiamarla così – ha proseguito Messa -, si farà ricerca di frontiera in ambito biomedico in un contesto ‘open access’ con il duplice obiettivo di attirare ricercatori e finanziatori anche dall’estero e accorciare i tempi della sperimentazione clinica per arrivare più in fretta al letto del paziente».

L’U28, spiega la stessa Università, è stato pensato per essere la “Casa della ricerca e dell’innovazione”. Non è destinato infatti alle attività didattiche, ma a ospitare la ricerca biomedica di frontiera: tecnologie che stanno emergendo come nanomedicina e scienze omiche, cioè genomica, proteomica, metabolomica, considerate fondamentali per la medicina di precisione. Un ambiente di ricerca basato sul modello della open science in cui la presenza di tecnologie è combinata con la presenza di competenze.

La struttura, che sorge nel comune di Vedano al Lambro, al confine con Monza, è stata realizzata nell’ambito di un accordo di programma tra Regione Lombardia e Università di Milano–Bicocca, a cui successivamente hanno aderito il Comune di Vedano al Lambro, l’azienda ospedaliera San Gerardo di Monza e la provincia di Milano. Il costo finale è stato di oltre tredici milioni di euro, con un contributo della Regione Lombardia di 6.500.000 euro.

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Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato anche Mauro Ferrari, Presidente e Ceo del Houston Methodist Research Institute. Tra i fondatori della nanomedicina, Ferrari ha intuito l’importanza di fondere insieme il lavoro di fisici, clinici, informatici e chimici per ottenere risultati nella cura dei tumori e ha costituito aziende attive nella produzione di nanoparticelle impiegate nella cura di alcuni tipi del cancro.
 

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