Edilizia convenzionata: la proposta della giunta (comunicato)

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

EDILIZIA CONVENZIONATA, RIFORMA COMUNALE NEL SOSTEGNO AGLI ACQUISTI

Spazio a co-housing e autocostruzione. Si terrà conto dell’ISEE e non del solo reddito dichiarato

La Giunta comunale ha licenziato, nella seduta del 18 settembre, la proposta di deliberazione che fissa lo schema-tipo per la stipula delle convenzioni nei piani attuativi per la realizzazione di alloggi in edilizia convenzionata, secondo le strategie e le linee di indirizzo fissate dal Piano di Governo del Territorio.

La proposta passa ora all’esame del consiglio comunale che la discuterà nella sua prossima seduta, probabilmente negli ultimi giorni di settembre.

“Quella che sottoponiamo al consiglio è una bozza di delibera quadro per l'edilizia convenzionata che giunge una decina d'anni dopo la prima” ha detto il Sindaco presentando la deliberazione all’esecutivo di Palazzo Trotti - “Gli aggiornamenti accompagnano il mutato quadro socio economico e del settore immobiliare, oltre che le politiche per la casa delineate con il PGT.”

Gli obiettivi principali della riforma sono stati poi delineati dall’Assessore all’Urbanistica, Corrado Boccoli: “Da un lato avvicinare domanda e offerta di alloggi tra le fasce sociali che vengono a trovarsi in una posizione intermedia e si trovano in temporanea difficoltà economica, dall’altro incentivare la locazione.”

La riforma aggiunge all’edilizia convenzionata classica una tipologia definita “sociale”; entrambe sono destinate a coloro che non possono accedere al mercato libero perché non ne hanno la capacità finanziaria ma allo stesso tempo possiedono requisiti di reddito e patrimonio superiori a quelli richiesti per le graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica.

“Si tratta di tutta quella fascia di popolazione, fatta spesso di nuove famiglie, di giovani coppie o di persone che si trovano in difficoltà a causa della crisi occupazionale e che si ritrovano in una specie di limbo”, ha spiegato Boccoli – “con queste norme vorremmo sostenerli nell’accesso alla prima casa.”

Non solo. I nuovi criteri introducono nella normativa comunale il co-housing e l’autocostruzione e assumono quale criterio per la determinazione delle fasce di reddito l’ISEE in luogo del semplice reddito dichiarato. “Un approccio che tiene conto anche dei carichi familiari complessivi”, ha spiegato Boccoli.

Infine nuove norme anche per il calcolo del prezzo unitario degli alloggi, con maggiori garanzie per gli acquirenti rispetto alle oscillazioni dei costi relativi alla costruzione con il chiaro intento di contenere il più possibile il prezzo di cessione.

 

“Rilanciamo un’iniziativa che in questi anni ha consentito nella nostra città una decina di interventi edilizi”, ha continuato il Sindaco – “e ha permesso di accedere alla prima casa ad alcune centinaia di giovani, di persone sole e di famiglie, con un valore medio di acquisto inferiore ai 2.000 al metro quadro, cioè 1.000 euro meno rispetto ai prezzi medi del libero mercato”. (Dal 2002 al 2011 sono 375 gli alloggi realizzati in edilizia convenzionata, per un prezzo medio di 1.915 euro al metro quadrato, ndr).

 

La proposta passa ora all’esame dell’aula consiliare, anche se la Commissione Territorio è intervenuta già in fase di elaborazione dei criteri. “Abbiamo proposto alla commissione lo schema di convenzione,”- precisa Boccoli – “lasciandolo nelle mani dei consiglieri per due mesi. Non abbiamo registrato proposte o richieste di modifica”.

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