Pietro Virtuani è il nuovo segretario provinciale Pd di Monza e Brianza

PIetro Virtuani, 26 anni, è stato eletto con 1.220 voti, il 68,62% delle preferenze, contro i 558 dello sfidante Adriano Poletti, 55 anni.

Pietro Virtuani (foto PdMonzaBrianza)

Sono 1.220 i voti che domenica hanno decretato la nomina di Pietro Virtuani, 26 anni, a nuovo segretario provinciale del Pd di Monza e Brianza.

A lui sono andati il 68,62% dei voti, dei 59 seggi allestiti dal Partito Democratico in Brianza mentre il suo sfidante, Adriano Poletti, 55 anni, ex sindaco di Agrate Brianza, ha avuto il 31,38% delle preferenze, 558 voti.

Sul totale degli iscritti a votare è stato solo il 66,77%: 32 le schede bianche, 4 i voti nulli.

Pietro Virtuani ha 26 anni, è nato a Monza nel 1987, e ha frequentato le scuole a Brugherio.

Dopo il liceo scientifico Banfi a Vimercate si laurea in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano e ha i primi contatti con il mondo del lavoro e la dura realtà del precariato giovanile, come lui stesso ha ammesso nella lettera di presentazione agli elettori dove ha riassunto la sua attuale posizione lavorativa così: “un contratto precario scaduto da poco e la speranza di poter continuare nella ricerca universitaria”.

Ovviamente in questo sogno di futuro che oggi è già realtà c’è anche la politica, una passione scoperta presto, a 18 anni, quando inizia la rappresentanza studentesca al liceo e poi all’Università.

Intervistato da MonzaToday, prima del Congresso provinciale del Pd di domenica, alla domanda sul perché gli elettori avrebbero dovuto votare per lui, aveva risposto così:

“Perché insieme a tanti posso costruire il Pd; cancellare le discussioni inutili di questi anni sul partito aperto/chiuso o pesante/liquido, in favore di un partito sempre partecipato (non solo quando si fanno le primarie) e che funzioni perché organizza la partecipazione e intercetta la voglia di cambiamento. Perché serve dare un messaggio, ossia che il Pd è il Partito che si fa carico di risolvere il problema delle giovani generazioni, escluse da tutto. Perché risolvere il problema dei giovani è risolvere il problema dell'Italia: è rimettere in moto energie, risorse, speranze. Perché voglio impegnarmi a costruire il profilo culturale del partito nuovo, senza debolezze e rimpianti. Perché voglio affermare con forza che i territori sono la vera forza del PD, perché nei territori è dove vinciamo e dove stiamo a contatto con le persone".

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