Day Hospital onco-ematologici lombardi: il monitoraggio e la carta di qualità

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

L’organizzazione dei servizi e la cura del paziente sono aspetti fondamentali che impattano fortemente sul percorso di salute dei cittadini. Riuscire ad elaborare dei percorsi comuni che tengano conto dei punti di vista di tutti i soggetti coinvolti è stato l’obiettivo dell’evento che si è svolto oggi a Monza, organizzato da Cittadinanzattiva, con il patrocinio della provincia di Monza. Ne hanno discusso insieme esponenti di Cittadinanzattiva, AIL, il Direttore Generale dell’ASST Monza, i vertici della Regione Lombardia ed esponenti di Ordini professionali e delle Società Scientifiche a partire dai dati dal monitoraggio svolto da Cittadinanzattiva ed AIL sui Day Hospital onco-ematologici presenti in regione. Obiettivo è l’adozione della carta della qualità in onco-ematologia, uno strumento condiviso e comune che racchiude standard di qualità ed esigenze sanitarie e sociali dei percorsi di cura. Il tempo trascorso per fare terapie è un tempo che impatta molto nella vita del paziente. Per questo motivo abbiamo deciso di concentrare il nostro monitoraggio sul rispetto del tempo dei pazienti andando a valutare l’organizzazione dei DH per capire eventuali aspetti da migliorare. Dal monitoraggio emerge un ottimo livello di accoglienza nelle strutture lombarde monitorate. Presenti in tutti gli ospedali carte dei servizi ben visibili e consultabili e servizi di trasporto per i pazienti dal domicilio alla struttura e viceversa. I tempi d’accesso alle terapie rispondono a quanto stabilito dalle norme, garantendo un accesso tempestivo alle cure. Ottimo pure l’orientamento ai pazienti ed il supporto e semplificazione del percorso di cura: garantita la prenotazione diretta, da parte dei medici, di visite ed esami di controllo ed il supporto nel disbrigo delle pratiche amministrative di invalidità civile ed esenzione ticket. Presente un servizio telefonico presso cui rivolgersi per segnalare dubbi e complicanze in tutti gli ospedali. Garantita la multidisciplinarietà della presa in carico con la presenza di psicologi, nutrizionisti e palliativisti. Bisogna però ancora lavorare sulla figura del case manager poiché presente solo in 1 struttura su 3.Nonostante l’utilizzo di software informatici per la gestione del percorso del paziente all’interno del DH, capace di monitorare i tempi medi e lavorare sull’ottimizzazione dei tempi del percorso, ancora il 40% dei pazienti ritiene le attese all’interno del DH particolarmente impattanti sulla vita lavorativa ed il 30% sulla vita familiare. Si attendono mediamente 2 ore dall’arrivo in DH all’inizio della terapia e questo momento è considerato quello su cui è più necessario lavorare per ottimizzare i tempi. In 1 struttura su 3 i pazienti vengono convocati tutti alla stessa ora e 2 strutture su 3 prediligono eseguire gli esami ematici lo stesso giorno della somministrazione anziché in giorni precedenti, determinando possibili sovraccarichi per il personale sanitario: soprattutto per i laboratori analisi e per la farmacia ospedaliera. Molto buoni i percorsi di continuità terapeutica verso altri setting assistenziali una volta dimessi (MMG, assistenza domiciliare, hospice, centri di terapia del dolore), il comfort e l’attenzione alla privacy. I pazienti intervistati reputano estremamente positiva l’esperienza con il personale sanitario considerato attento, professionale ed umano. Chiedono invece che si continui a lavorare sull’organizzazione per ridurre quei tempi di permanenza nei DH, e affinché sia garantito un maggiore sostegno psicologico. "L’accessibilità, l’organizzazione del servizio, grazie anche all’informatizzazione che rende tracciabili e dunque monitorabili tutte le fasi del percorso di cura, la sicurezza, la cura dell’informazione e il supporto del paziente, anche in termini di facilitazione e semplificazione amministrativa, sono aspetti fondamentali per assicurare non solo elevati standard di qualità del servizio offerto, ma rendere possibile quel rispetto del tempo del paziente che è innanzitutto tempo di vita” dichiara Paola Pelliciari, Coordinatore Regionale del Tribunale per i Diritti del Malato della Lombardia. “La sinergia tra settore pubblico e terzo settore, in periodi di ristrettezze economiche come l'attuale, risulta essere un modello fondamentale e vincente. – dichiara Giuseppe Navoni, Presidente di AIL Brescia - Risulta evidente che questa preziosa collaborazione è subordinata al fatto che ciascuna parte svolga il suo ruolo istituzionale con impegno e passione. Purtroppo in molti casi le croniche carenze di personale sanitario pubblico costringono gli Enti del Terzo Settore a farsi carico di compiti che non dovrebbero competergli. Occorre quindi una presa di responsabilità da parte del settore pubblico con investimenti necessari a soddisfare le crescenti esigenze degli ammalati. Gli sforzi per sostenere l'Ematologia da parte del mondo non profit sono enormi e purtroppo vicini al punto di rottura. L'evoluzione delle cure, i successi in termini di sopravvivenza e in termini di guarigione impongono un cambio di passo. Il Governo centrale e le Regioni devono prendere atto che il miglioramento delle cure dei pazienti è un fatto ineludibile e che la qualità di assistenza in Italia non può e non deve arretrare.”

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