Crisi Peg Perego, 110 lavoratori rischiano di restare a casa ma c'è uno spiraglio di luce

Nella mattinata di giovedì 28 febbraio i sindacati si sono incontrati con la proprietà dell'azienda

È ancora crisi alla Peg Perego di Arcore e proseguono le trattative tra azienda e sindacati per trovare una soluzione alternativa ai 110 licenziamenti annunciati a metà gennaio dalla direzione. Nella mattinata di giovedì 28 febbraio si è svolto un incontro tra le parti sociali e l'azienda: Peg Perego ha risposto positivamente alle richieste dei sindacati che chiedevano l'utilizzo degli ammortizzatori sociali per altri 12 mesi e incentivi per i lavoratori che (a due-tre anni dalla pensione) decidono di lasciare l'azienda.

"Per gestire la pesante situazione occupazionale, altre richieste sono state avanzate", precisano i sindacati. Tra queste "l’eventuale utilizzo di accordi di ricollocazione, l’utilizzo dell’outplacement e incentivazioni anche per coloro che pur non avendo il requisito pensionistico vogliano eventualmente uscire volontariamente". Altra questione emersa, con tutta la sua complicazione, e sul quale si devono trovare le soluzioni è la modalità delle possibili riorganizzazioni delle postazioni, anche coinvolgendo gli enti preposti, per riuscire a ricollocare i lavoratori e le lavoratrici che hanno limitazioni lavorative anche dovute ai tanti anni trascorsi nelle linee lavorative. Un nuovo tavolo di confronto è stato fissato per il pomeriggio dell'11 marzo.

"Il percorso è ancora lungo e, scelto il sentiero che si vuole percorrere, la parte complicata arriva proprio ora — hanno spiegato Stefano Bucchioni della Fiom Brianza ed Eliana Dell’Acqua della Fim Brianza Lecco —. Dobbiamo provare a riempire di contenuti e poi tradurre nero su bianco quanto emerso dall’incontro odierno. Tale percorso, per la riuscita, deve essere svolto con il coinvolgimento delle istituzioni e quindi l’eventuale accordo dovrà essere fatto sul tavolo di Regione Lombardia. La questione fondamentale che come rappresentanti dei lavoratori abbiamo ribadito al tavolo è che l’unico accordo possibile non deve prevedere licenziamenti forzosi ed unilaterali".
 

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