Allarme occupazione: nel 2012 oltre 6mila posti di lavoro in meno

Impietoso il Report 2012 sui flussi del mercato del lavoro: in Brianza il saldo tra avviamenti e cessazioni è negativo per 6.404 unità. E non andrà meglio nel 2013

MONZA – Non rientra l’allarme occupazione nella provincia brianzola. Secondo i dati relativi al flusso del mercato del lavoro 2012 sono state 205.211 le comunicazioni complessive raccolte dai centri per l’impiego, di cui il 40% relative ad avviamenti (pari a oltre 82.000 unità) e il 43% a cessazioni (pari a oltre 88.000 unità); la quota rimanente, pari al 17%, riguarda proroghe e trasformazioni di contratti di lavoro. Il saldo del 2012, annus horribilis dell’economia italiana, è dunque negativo per oltre 6.400 unità.

"I dati del 2012 si allineano purtroppo alla situazione generale del Paese, dove la crisi ha provocato un vero e proprio tsunami senza precedenti, capace di spazzare via migliaia di posti di lavoro – commenta il Presidente della Provincia Dario Allevi – Questa Provincia sta provando a reagire attraverso il lavoro di squadra messo in campo con il Tavolo per lo Sviluppo. L’obiettivo è salvaguardare l’occupazione e la riconversione produttiva di alcune aziende in crisi, con un occhio di riguardo ai giovani e allo sforzo di non disperdere all’estero i nostri talenti". 

I NUOVI ASSUNTI? GIOVANI E PRECARI - Dalle elaborazioni condotte si evince che le assunzioni avvengono prevalentemente tra i giovani: il 49% degli avviamenti complessivi, infatti, avviene per la classe di età 20-34 anni, mentre quella tra i 35 ed i 49 anni arriva ad una quota percentuale del 36%.

Di rilievo anche l’analisi della tipologia contrattuale che riguarda gli avviamenti: il 64% degli stessi è stato effettuato con l'uso di forme contrattuali temporanee (tempo determinato, somministrazione, lavoro a progetto e altre comunicazioni) contro il 66% del 2011.

Si registra quindi un aumento di due punti percentuali per gli avviamenti effettuati mediante tipologie contrattuali permanenti, che passano dal 34% al 36%.

Le principali variazioni nelle quote di utilizzo delle diverse tipologie contrattuali sono dovute da un lato ad un maggiore impiego del tempo indeterminato, che passa da una quota pari al 31% nel 2011 al 33% nel 2012 e del tempo determinato, che passa dal 37% del 2011 al 39% del 2012; al contrario per i contratti lavoro a progetto (che passano dall’11% al 10%) e somministrazione (dal 15% al 13%) la quota di avviamenti cala nel passaggio dal 2011 al 2012.

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BENE IL COMMERCIO, SOFFRONO INDUSTRIA ED EDILIZIA - Per quanto riguarda i settori di attività economica, si segnala una netta prevalenza per quello del Commercio e Servizi – con oltre 59.000 avviamenti ed una quota percentuale sul totale pari al 73%, in aumento di tre punti percentuali rispetto all’anno precedente - seguito dall’Industria in senso stretto con una quota percentuale pari al 19% (oltre 15.000 avviamenti) in calo di due punti percentuali rispetto all’anno precedente e dalle Costruzioni con una quota pari al 7% (oltre 6.000 avviamenti), in calo di un punto percentuale rispetto al 2011.

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