Fusione Nokia-Alcatel Lucent. Il sindacato: "Non siamo tranquilli"

L'accordo tra il colosso finlandese delle telecomunicazioni Nokia e la multinazionale franco americana con sede a Vimercate è stato raggiunto: inevitabili le preoccupazioni dei sindacati sulle ricadute occupazionali

La protesta dei lavoratori fuori dalla nuova sede di Alcatel Lucent a novembre in occasione dell'arrivo del premier Renzi

Meno di un mese fa i lavoratori di Alcatel Lucent avevano allestito, fuori dalla nuova sede dell’Energy Park inaugurata a novembre, alla presenza del premier Renzi, un cimitero simbolico con diverse croci di legno piantata nel terreno. Una per ogni lavoratore a rischio.

A tranquillizzare gli animi dei dipendenti e a dare fiducia alle aspettative del sindacato non è stato nemmeno l’annuncio di un accordo raggiunto tra Nokia e l’azienda. Il colosso finlandese ha acquisito il gruppo delle telecomunicazioni francese. Nascerà quindi una nuova società che si occuperà di tecnologie future, tra cui 5G, cloud, sensori e altre applicazioni all’avanguardia.

“L’operazione - spiega Gigi Redaelli, segretario generale della Fim Cisl Monza Brianza Lecco - è ancora da capire nei dettagli, ma siamo molto preoccupati. Quali ricadute ci saranno per i siti esistenti?”. A non rassicurare la Fim infatti sono soprattutto le ricadute occupazionali che l’operazione economica inevitabilmente porterà per la forza lavoro, già sottoposta a ridimensionamenti dai tagli previsti dal piano aziendale e a un’incertezza non più sostenibile. Alcatel aveva scelto di investire a Vimercate con 15mila dipendenti ma dei numeri che avevano reso grande il colosso negli anni Novanta oggi in Brianza restano 1.465 lavoratori. In seguito all’accordo raggiunto, il sindacato punta anche l’attenzione sulla procedura di licenziamento collettivo che l’azienda ha avviato e coinvolge 42 dipendenti.

“La situazione è tutt’altro che positiva - continua Redaelli -. Se a ciò aggiungiamo le ricorrenti voci di una possibile chiusura dello stabilimento di Trieste, il quadro di fa veramente fosco”. A pesare nella valutazione di un matrimonio aziendale dalle premesse troppo incerte è anche il passato della Nokia che nei suoi uffici di Cassina de’ Pecchi ha proceduto negli ultimi anni a pesanti riorganizzazioni in seguito alla cessione del comparto telefonico a Microsoft e dell’acquisizione di alcuni rami d’azienda della Siemens.

“Poche settimane fa - conclude Redaelli -, il premier Matteo Renzi è venuto in visita a Vimercate per l’inaugurazione della nuova sede di Alcatel. In quell’occasione si era espresso in modo ottimistico indicando l’azienda come una realtà dinamica con grandi prospettive. Adesso gli chiediamo di non tacere e di far sentire la sua voce per salvaguardare l’occupazione e il lavoro in Italia”.

A giudicare in maniera diversa la fusione del valore di 15,6 miliardi sono invece i numeri uno dei due colossi. Rajeev Suri per Nokia e Michel Combes ad di Alcatel-Lucent: secondo le prime informazioni la nuova società si chiamerà Nokia Corporation e avrà sede in Finlandia, puntando a rafforzare il mercato europeo contro i competitor asiatici.

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"Gli Stati Uniti e la Cina hanno i loro campioni e ora anche l'Europa ha il suo, saremo i numeri uno al mondo per quanto riguarda il sistema LTE, l'ultra-broadband, le applicazioni di networking e cloud IP" ha commentato Michel Combes a.d. di Alcatel. 

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