Yamaha, un anno di presidio per 28 lavoratori

La richiesta è sempre la stessa: il rinnovo della cassa integrazione per un altro anno. A gennaio scade infatti il primo periodo. E intanto l'azienda ha spostato la produzione in Spagna

Un'immagine del presidio nel corso del 2010

Era la fine del 2009 quando alcuni lavoratori della Yamaha di Lesmo salirono sul tetto della fabbrica per chiedere che venissero concessi gli ammortizzatori sociali. L'azienda era in crisi e stava per dar via al "giro" di esuberi.

Si raggiunse un accordo per la cassa integrazione e quei lavoratori terminarono la loro protesta. Ma la vertenza non terminò lì. L'azienda spostò la produzione in Spagna certificando l'esubero per 66 lavoratori. E così un anno esatto fa, il 13 dicembre 2010, i lavoratori ricominciarono a presidiare l'esterno dello stabilimento accampandosi con le tende. E sono rimasti fuori dai cancelli per dodici mesi.

Sono 28 gli "irriducibili" che ancora presidiano sotto le tende la fabbrica. Nel frattempo, il 10 gennaio 2012 avrà fine il periodo di cassa integrazione. La richiesta dei lavoratori, che nel frattempo si sono quasi tutti iscritti alla Fiom, è di rinnovare la cassa in deroga per un altro anno.

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