Saldi anticipati in Svizzera, ma fanno davvero paura?

L'assessore regionale Maullu getta acqua sul fuoco: "I lombardi sanno di contare su 200 distretti commerciali e sul rapporto di fiducia coi commercianti". Ma si teme comunque la concorrenza del Fox Town

Una specie di guerra commerciale tra Italia e Svizzera? Forse è eccessivo dipingerla in questo modo, ma di sicuro molti hanno letto come una "sfida" la partenza degli sconti di fine stagione oltreconfine già il 27 dicembre. Al "Fox Town" di Mendrisio, per esempio, ma anche altrove. E questo dopo altri sconti praticati stavolta dalle pompe di benzina, che hanno fatto arrabbiare i gestori di Como e Varese. E proprio nell'anno in cui si è trovato l'accordo per far partire, in Italia, i saldi il 5 gennaio in (quasi) tutte le regioni, in modo da evitare il "pendolarismo della caccia agli sconti".

C'è però da dire che in Svizzera non esiste una legislazione sui saldi simile a quella italiana, e dunque non esiste nemmeno il concetto di "vendita di fine stagione", che sta alla base dei saldi. In pratica è la direzione commerciale del singolo negozio a decidere quando lanciare gli sconti, su quali merci lanciarli e via dicendo.

L'assessore regionale al commercio, Stefano Maullu, ha voluto gettare un po' di acqua sul fuoco. "Non credo che l'inizio degli sconti in Svizzera ci farà paura. Il nostro servizio e la nostra qualità vanno ben oltre la possibilità di anticipare lo sconto di qualche giorno", ha dichiarato in una nota.

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Maullu ha anche fatto notare che "L'anticipo svizzero toccherà solo una parte limitata dei clienti lombardi, che sanno di poter contare nella propria regione su un'offerta di 200 distretti commerciali, oltre ai centri storici e ai negozi tradizionali". Infine, secondo Maullu, "Se consideriamo la possibilità diffusa di cambiare la merce, e il rapporto di fiducia che s'instaura col commerciante, credo davvero che non ci sia svizzero che tenga".

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