"Biancaneve, la vera storia" al Teatro Binario 7 di Monza

In arrivo al Teatro Binario 7, eccezionalmente di sabato, la vera storia di Biancaneve, vincitore del Premio Eolo 2018 come miglior spettacolo di Teatro Ragazzi. Diversamente dall'opera Disney, nella fiaba originale dei fratelli Grimm c'è una madre che diventa matrigna, perché bruciata dall'invidia per la bellezza di una figlia che la vita chiama a fiorire.

Nello spettacolo prodotto dalla cooperativa teatrale Crest l'ultimo dei sette nani diventa testimone dell'arrivo di una bambina coraggiosa, che preferisce la protezione del bosco sconosciuto allo sguardo, conosciuto ma cupo, di sua madre. Nel bosco Biancaneve aspetta, come aspettano le pietre preziose che, pazienti, restano nel fondo delle miniere: fino a quando un giorno vengono portate alla luce per iniziare a risplendere ai raggi del sole.

“Tutti i bambini conoscono già questa fiaba - scrivono dal Teatro Crest - il nostro spettacolo li vuole portare per mano ‘dietro le quinte’ della storia, dove prendono forma e vita i personaggi, i loro sentimenti e le loro azioni: talvolta buoni e talvolta cattivi, ma quasi mai sempre buoni o sempre cattivi. Proprio come uno spettacolo: un po’ comico, un po’ emozionante. O come la vita che impariamo ad affrontare: un po’ dolce, un po’ irritante, un po’ divertente, un po’ inquietante”.  

Continua con questo spettacolo il progetto che il Crest condivide con Michelangelo Campanale per raccontare ai ragazzi storie che riescano ad emozionarli: senza edulcoranti e senza bugie, ma solo con grande rispetto della loro capacità di comprendere ed elaborare pensieri e opinioni in autonomia, sulla strada della crescita.

Lo spettacolo nel 2017 ha vinto il Premio Padova e l’anno scorso il premio Eolo Award 2018 per “aver posto magnificamente in risalto - si legge nella motivazione - le trame speciali di cui ancor oggi la celebre fiaba si nutre, esaltandole in una cornice di assoluta bellezza, realizzata attraverso tutti gli aspetti tecnici e scenografici in cui il teatro si manifesta, luci, musiche, scene, costumi creati con assoluta perizia”. 

Il Crest – acronimo di Collettivo di Ricerche Espressive e Sperimentazione Teatrale – nasce a Taranto nel 1977 e, con Gianni Solazzo, Mauro Maggioni e Gaetano Colella prima e Clara Cottino poi, porta avanti in un ambiente difficile – sia socialmente che culturalmente – un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Inserito dal 1992 dalla presidenza del Consiglio dei Ministri nell’elenco delle “compagnie che svolgono ad alto e qualificato livello attività nel campo del teatro per l’infanzia e la gioventù”, il Crest  ha scelto quali interlocutori privilegiati i bambini, i ragazzi e i giovani, con l’intento di creare un punto di riferimento culturale e professionale forte. Dopo trent’anni di attività “senza fissa dimora”, dal 23 gennaio 2009 il Crest dispone di mille metri quadri di “teatro da abitare”, il TaTÀ, nel quartiere popolare ed operaio per eccellenza della città, il rione Tamburi, il più contiguo alle svettanti ciminiere Ilva. 
 

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