"Coerenza innovativa": ecco la mostra di Baldessari

Una mostra che è un viaggio nella vita e nell’arte di Roberto Marcello Baldessari.
Leo Galleries ospita un allestimento prezioso e prestigioso, un’antologia della carriera di uno dei massimi esponenti del Futurismo italiano, raccontata attraverso una ventina delle sue opere più rappresentative, scelte da Maurizio Scudiero, autore del “Catalogo ragionato delle opere futuriste” dell’artista.
Sarà proprio Scudiero, ospite all’inaugurazione, il 21 ottobre alle 17.30, a ripercorrere la parabola personale e artistica di Baldessari. Ad aprire il percorso dal titolo “R. M. Baldessari. Coerenza Innovativa”, sarà un disegno astratto a pastello del 1915 che si rifà all’arte di Boccioni, carico di quel dinamismo e della genialità che Baldessari seppe assorbire e reinterpretare in maniera magistrale.
Il nucleo centrale della mostra riguarda la piena produzione futurista, realizzata tra gli anni Dieci e i Venti del Novecento. Un periodo particolarmente intenso e ricco di incontri. Nel 1916, dopo aver assorbito la lezione di Boccioni, decodifica la sua arte e il suo stile. E il “Ritratto di Dafne”, di quell’anno, ne è un chiaro esempio
A ridosso del secondo conflitto mondiale l’artista fugge dall’Italia e si rifugia in Svizzera, ospite del sindaco di Morcote. E proprio il figlio del primo cittadino, allora solo un bambino, sarà ospite della mostra alla Leo Galleries, a riproporre i ricordi di quell’incontro straordinario.
Durante la lontananza dall’Italia Baldessari gira l’Europa e si dedica alle incisioni. Il ritorno al Futurismo si colloca tra il 1934 e il ’37. Un ritorno, rielaborato e critico, di quel periodo astratto che aveva caratterizzato i primi lavori, opere intrise di quei concetti futuristi che erano ormai protagonisti nella produzione artistica italiana del periodo, ma che Baldessari aveva già decodificato da tempo, facendone cifra distintiva dei suoi lavori. A chiudere la mostra sono proprio opere futurfigurative, disegni dove la tematica dinamica ed eccentrica del Futurismo ritorna protagonista dei suoi lavori.
«Se Baldessari è stato un pittore, Depero può considerarsi un imbianchino – scrive Scudiero nel suo catalogo dell’artista -. Depero fu certamente geniale ma la pittura per lui non era un punto di arrivo. Baldessari – continua Scudiero – è soprattutto un pittore di grandissima qualità. Il suo è un Futurismo in cui si ritrovano le velature tipiche della pittura del Cinquecento, colte e profonde. Fu anche un grande mimetico, in grado di cambiare stile. Guardò a Picasso nel 1917 quando nessuno ancora lo conosceva (in mostra un esempio futurcubista), sperimentò i collage dadaisti e poi le tecniche miste con lettere e ritagli di giornale. Il filo rosso della sua arte è rimasta sempre la straordinaria qualità pittorica dell’artista».
Una ventina le opere raccolte per la mostra alla galleria di via De Gradi, scelte tra dipinti, disegni e pastelli ma anche una selezione di acqueforti dal 1916 al ‘19.

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