Vimercate, ecco "Vanitas": la mostra sugli specchi

In mostra gli specchi di Roberto Cambi, Franco Corso, Cinzia Ronchi, collettivo “Mirabilia” e DIMA art& design

inaugurazione: mercoledì 5 dicembre 2018 ore 18.30
Aperitivo inaugurale

la mostra sarà visitabile dal 5 dicembre 2018 al 2 febbraio 2019
da martedì a venerdì: 10.00 - 12.30 / 14.30 - 19.30
sabato: 9.30 – 12.30 / 15.30 – 19.30

l’ingresso è libero



“Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso; e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima.”
Diceva George Bernard Show: noi di DIMA ci siamo chiesti se fosse possibile far combaciare le due cose, trasformando gli specchi in opere.
Così, abbiamo recuperato un tradizionale topos della storia dell’arte, quello della vanitas, e lo abbiamo adattato per presentare questa nuova esposizione collettiva, incentrata sulle diverse interpretazioni dello specchio quale superficie riflettente: oltre alle creazioni di design di produzione DIMA, saranno presenti in mostra i lavori di Roberto Cambi, Franco Corso, Cinzia Ronchi e del collettivo “Mirabilia”.

Al centro dell’esposizione si impone la riflessione (termine quanto mai azzeccato) sullo sdoppiamento in atto quando ci guardiamo allo specchio, quello cioè fra il soggetto reale che esso ci restituisce e la sua immagine ideale, operata dalla nostra mente. Questa dissociazione, spiegata in seguito dalla psicologia come naturale riconoscimento della propria coscienza, ha prima trovato rappresentazione nell’arte.
Con gli strumenti in loro potere, gli artisti della seconda metà del ‘500 avevano già provato a rappresentare questo complesso binomio verità/ illusione, avvalendosi di stratagemmi pittorici per distorcere la realtà e attribuire significati nascosti alla loro pittura. Dietro alla restituzione esatta fornitaci dallo specchio, si cela infatti non soltanto una meditazione sull’illusorietà delle apparenze, ma anche sulla fragilità della nostra esistenza.
Da Tiziano ai maestri fiamminghi, da Caravaggio a Parmigianino, moltissimi talenti del passato si sono cimentati nella sfida illusionistica di riprodurre sulle loro tele la convessità della sfera di vetro, veicolo di significati simbolici quali la vanità (inevitabile il rimando al mito ovidiano di Narciso) o la manifestazione terrena del divino. Nel ‘900, artisti come Escher o Pistoletto tornano ad utilizzare lo specchio, questa volta non soltanto come mezzo per riflettere la propria immagine, ma come strumento di indagine per restituire ciò che normalmente non si vede: così, l’autoritratto diventa un’esplorazione dentro sé stessi o nei meccanismi collettivi di riconoscimento operati dalla società.
Con lo stesso spirito di indagine, abbiamo deciso di riunire in questa collettiva artisti e designer dal diverso percorso creativo e metodo di lavoro, accomunati tuttavia dal tentativo di rappresentare, attraverso forme differenti, lo stesso sdoppiamento fra verità e illusione, tra la realtà e la sua distorsione.

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