Energia dai rifiuti, in Brianza l’impianto che produce il biometano

Finita la sperimentazione presso la ex discarica di Cavenago: la tecnologia testata permette di trasformare i rifiuti in biometano

L'impianto che produce biogas

Produrre biometano dai rifiuti organici con costi inferiori a quelli attuali utilizzando composti a basso impatto ambientale in grado di catturare la CO2. Tutto questo grazie a un nuovo impianto realizzato con la tecnologia "Smart upgrading", sviluppata dai ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca che nei giorni scorsi hanno concluso la sperimentazione presso la ex discarica di Cem Ambiente a Cavenago. Finita la fase sperimentale, ora si parte con la realizzazione di un prototipo.
 
La tecnologia sperimentata consente il “lavaggio” del biogas ottenuto dalla fermentazione dei rifiuti della ex discarica. Rispetto alle tecnologie tedesche e statunitensi attualmente impiegate in questo campo, ha il vantaggio di lavorare con una sostanza di trasformazione biodegradabile e dal costo contenuto, e di richiedere, per il suo funzionamento, una quantità di energia molto bassa, producendo un gas made in Italy.
 
"Ancora una volta la nostra società – spiega Virginio Pedrazzi, amministratore unico di Cem Ambiente Spa - si dimostra attenta a cogliere e anticipare le politiche di sostenibilità, sperimentando nuove soluzioni innovative. In questo caso abbiamo accolto con favore e compartecipato economicamente, alla proposta dell’Università di utilizzare il gas prodotto dai nostri rifiuti per produrre BioMetano, andando incontro anche a un indirizzo di Legge che chiede espressamente di produrre questo gas che ha già una rete e può essere utilizzato meglio e di più del biogas". 
 
"Grazie all’accordo di collaborazione con Cem Ambiente – dice Maurizio Acciarri, professore associato di fisica sperimentale del Dipartimento di Scienza dei Materiali e responsabile del progetto per l’Università di Milano-Bicocca -  è stato possibile verificare dal vivo l’efficacia di questa nuova tecnologia su un gas reale, ossia su una miscela di anidride carbonica, metano e altre sostanze che costituiscono normalmente il prodotto ottenuto dalla fermentazione batterica dei rifiuti umidi".
 
Si stima che il biometano prodotto dal trattamento di tutti i rifiuti organici e scarti vegetali sarebbe in grado di coprire più del 20% del fabbisogno nazionale con un notevole risparmio per le casse dello Stato. E tutto nel pieno rispetto degli impegni per la riduzione del gas serra”.

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