"Seminiamo il futuro", inaugurato in carcere l'Orto Biologico coltivato dai detenuti

L'Orto Biologico in carcere

Un orto biologico dove far fiorire piante e frutti e nutrire le speranze per il futuro. Grazie a uno splendido porgetto sabato è stato inaugurato all'interno della Casa Circondariale di Monza un Orto Biologico.

Il progetto, ideato e sostenuto dall'Associazione Una Monza Per Tutti, presieduta da Anna Martinetti, è stato possibile grazie alla collaborazione delle istituzioni (Ministero della Giustizia) e della Direzione del carcere che ha dato la possibilità ai detenuti di impegnarsi nell'attività. L'iniziativa ha l'obiettivo di aiutare persone che hanno commesso reati e che stanno scontando una pena di reinserirsi nella società acquisendo nuove competenze. 

"Quello di cui tutti noi dello Staff siamo convinti è l’importanza di questo lavoro" ha spiegato Anna Martinetti all'avvio del progetto. "Lavorare la terra e raccogliere i frutti della propria fatica recupera l’autostima e allontana la mente dai soliti pensieri negativi, migliora la socializzazione perchè si condividono le competenze e rafforza il desiderio di imparare nozioni e magari un mestiere e dà la speranza di poterlo utilizzare all’esterno. La finalità caritatevole offre una motivazione ancora piu forte" sintetizza la promotrice, preside, ex appassionata professoressa di Scienze, che aveva già avviato un progetto di "ortocultura" in carcere quando a Monza c'era ancora una sezione femminile. Dopo l'allontanamento delle detenute, c'è chi ha continuato a seminare le idee e a far rifiorire il progetto, coinvolgendo i detenuti.

Oltre a essere un prezioso strumento di riscatto e reinserimento per i detenuti, l'Orto Biologico ha anche una finalità benefica perchè, spiega Anna Martinetti, "i prodotti saranno consegnati al Banco Alimentare che li donerà alle famiglie monzesi bisognose".

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