I 5 luoghi abbandonati più affascinanti di Monza e provincia

Ex fabbriche, manicomi, cinema: la Brianza è ricca di luoghi abbandonati tanto suggestivi quanto inquietanti. Ecco dove andare a Monza e provincia, per un viaggio nel brivido e nel passato

I luoghi abbandonati? Hanno una fascino tetro, e richiedono una certa dose di coraggio. Tuttavia, visitarli regala un brivido d'andrenalina a cui pochi sanno resistere. Senza contare il salto nel passato, e quella sensazione d'attraversare luoghi ancora "vivi", con le testimonianze di chi - lì - ci ha vissuto.

Ma quali sono i luoghi abbandonati più affascinanti di Monza e provincia?

L'ex manicomio di Mombello a Limbiate

Su di una collina nei pressi di Limbiate, si possono oggi ammirare i resti dell'ex manicomio (poi divenuto ospedale psichiatrico) di Mombello. È un luogo inquietante, questo, con le sue storie di sofferenza e di dolore racchiuse in un'area che - ampia oltre 7mila metri quadrati - ospitava tutta una serie di edifici medievali, alcuni dei quali furono poi trasformati dall'architetto Francesco Croce in un manicomio che aprì i battenti nel 1867.

Qui, migliaia di pazienti venivano "curati" in reparti a dir poco inquietanti: epilettici, paralitici, sudici, agitati, semiagitati. In disuso dal 1978 ma chiuso definitivamente nel 1999 a seguito della Legge Basaglia, l'ex manicomio di Mombello è oggi ritrovo di writer, di fotografi e di appassionati di fantasmi. Ci sono ancora cartelle cliniche e letti sfondati, sanitari incrostati e radiografie; ci sono cunicoli sotterranei, tetti squarciati, mura imbrattati dalle scritte. Per un luogo sconsigliato ai deboli di cuore.

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L'ex manicomio di Mombello - Foto: www.stefanobarbierophoto.it

L'ex parco divertimenti Greenland a Limbiate

E non è, l'ex manicomio di Mombello, l'unico luogo abbandonato nei pressi di Mombello. Aperto tra il 1964 e il 1965 col nome di Città Satellite, Greenland è oggi uno spettrale luna park che - raggiunto il suo massimo splendore neglio anni Ottanta - nel 2002 venne posto sotto sequestro giudiziario per irregolarità in termini di sicurezza e di igiene.

Così, quel parco divertimenti con le sue giostre, il laghetto, il trenino per i bambini e diversi punti di ristoro cominciò un lento declino che lo portò alla messa all'asta (senza successo) e a diventare oggi un inquietante e affascinante luogo abbandonato, in cui spesso vengono organizzate sessioni fotografiche e uscite guidate.

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Attrazione abbandonata all'interno di Greenland Città Satellite - Foto: Facebook (Greenland Città Satellite)

L'ex area industriale Tessitura Schiatti - Lentate sul Seveso

Famosissima nel mondo per il suo velluto, la Tessitura Schiatti era fonte di sostentamento nel XX secolo per molte famiglie della Brianza. In attività per circa ottant'anni, in seguito alla crisi è stata venduta e poi chiusa. Oggi, all'interno di quello stabilimento di 20mila metri quadrati, si possono vedere ancora telai e macchinari in stato di abbandono.

In attesa di un intervento di riqualificazione, gli edifici sono meta di curiosi e appassionati del genere "abbandonato".

Ex fabbrica Tintoria De Simoni - Monza

A Monza, in via Boccaccio, l'ex fabbrica Tintoria De Simoni (nonostante le promesse di riqualificazione) giace in uno stato di degrado e di abbandono dall'aspetto non certo rassicurante: uffici e capannoni sono semidistrutti, pieni di graffiti, e la vegetazione ha preso il sopravvento. Ci sono ancora macchiari tessili a testimoniare il lavoro di chi, qui, ci trascorrereva 10-12 ore al giorno. Ci sono opere di street art a cielo aperto, e c'è la testimonianza di ciò che avrebbe potuto essere, ma non è stato.

Ex cinema Magic Movie Park - Muggiò

Prima multisala, poi trasformato in maxi bazar del made in China, il Magic Movie Park è oggi una sorta di città fantasma che si estende per oltre 21mila metri quadrati, poco lontano da Milano. A dispetto degli atti vandalici (diverse persone vengono qui a scaricare i loro rifiuti inquinanti), è una impressionante testimonianza di uno tra i tanti crac brianzoli che si sono verificati nell'ultimo ventennio.

Costruito tra il 2001 e il 2005 con l'ambizioso obiettivo di diventare uno dei più grossi multiplex d'Europa, con all'interno un grande mercato cinese, ospita ancora schermi tagliati, poltroncine rosse sfondate e testimonianze delle sue sale dai nomi suggestivi: Formentera, Ischia, Hawaii, Panarea.

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