Il consiglio provinciale vota per mantenere le province

Ieri seduta "aperta", come in tante altre province italiane, per votare un ordine del giorno comune contro il decreto Monti che prevede l'abrogazione dell'istituzione. Unica voce "contro", quella dell'Italia dei Valori

Può sembrare - e in effetti in parte certamente è - lapalissiano. Non ci si poteva aspettare un esito diverso dalla seduta di ieri del consiglio provinciale, una seduta speciale e "aperta" (a cui cioè hanno contribuito anche persone della società civile) tenutasi in contemporanea in diverse città italiane.

Argomento del contendere, il decreto di Mario Monti con cui si vorrebbero abrogare le province. Mentre perfino il presidente Napolitano si è espresso affermando che la questione è stata "lasciata a metà", le province italiane hanno approvato un ordine del giorno che chiede al governo di ripensare all'abrogazione.

L'Unione delle province (che ha predisposto il documento) è chiara: "Siamo per la riduzione e l'accorpamento, non per la cancellazione". Due i punti cardine dell'ordine del giorno: da un lato ci si dichiara d'accordo con una riduzione nel numero, da definirsi su base regionale. Dall'altro si invita il governo a razionalizzare le funzioni e ad eliminare gli enti intermedi non territoriali (come i consorzi e le agenzie) per assegnare le loro funzioni alle province stesse.

"La verità - dice a Monzatoday il capogruppo Idv, Sebastiano La Verde - è che alla seduta aperta hanno invitato a parlare soprattutto persone contrarie all'abolizione. Noi invece riteniamo che le province siano un vero e proprio debito per i cittadini, e vadano per questo eliminate. I cittadini soffrono della crisi, a volte non arrivano a fine mese: noi dell'Italia dei Valori siamo disposti a rinunciare alla 'poltrona' per creare un vero risparmio, gli altri partiti no". Continua La Verde: "Andrebbero ascoltati i cittadini, che non vogliono più sprechi di risorse pubbliche".

Gianni Pascariello (coordinatore provinciale Idv) ribadisce: "La nostra linea nazionale è l'abolizione, per questo abbiamo anche raccolto oltre 4mila firme in Brianza".

Il 'governatore' lombardo Roberto Formigoni, intanto, è orientato ad accogliere l'indicazione proveniente dall'ordine del giorno: "Entro giovedì - ha spiegato - avremo la giunta nella quale decideremo la nostra posizione. L'orientamento che proporrò è di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro un provvedimento che appare disordinato e che potrebbe essere corretto e fatto in maniera più precisa".

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