Il lupo perde il pelo, non i privilegi: biglietti gratis ai politici per il Gp

Come ogni anno, i consiglieri del comune di Monza avranno a disposizione un pass per due persone per assistere al Gp dall'esclusiva "hospitality building". La rabbia di Piffer: "Privilegi che pesano economicamente"

Il Gp si terrà il 6 settembre - Repertorio

Un regalo “fastidioso” per i cittadini e costoso per il Comune. Un dono gentilmente offerto, e altrettanto gentilmente accettato, da parte di chi dovrebbe essere controllato e non “spalleggiato”. Un segno evidente, netto, della differenza tra i monzesi e i politici che li amministrano. 

Anche quest’anno, come sempre, i consiglieri del Comune di Monza hanno ricevuto l’invito - firmato dal sindaco Roberto Scanagatti - per assistere gratuitamente al Gran Premio di Monza, in calendario il prossimo sei settembre. 

“L’invito - si legge nella lettera del Comune rivolta ai consiglieri e in possesso di MonzaToday - le consentirà di accedere direttamente alla terrazza del Comune di Monza, ubicata presso l’hospitality building, sala numero 5, piano 1”. 

Non una scelta del Comune, sia chiaro. Ma quasi un dovere per rispettare la “Convenzione - recita l’invito - per la concessione dell’autodromo nazionale alla Sia spa”, che “prevede l’obbligo da parte della concessionaria di mettere a disposizione delle amministrazioni concedenti durante il Gran premio di Formula 1, uno spazio ospitalità in uno degli edifici prospicienti il rettilineo di partenza e arrivo”. 

Una vista eccellente, insomma. E una location niente male. Tutti privilegi ai quali è evidentemente difficile rinunciare. Non per tutti, però. 

A dire “no”, ad esempio, è stato Paolo Piffer, consigliere di minoranza di Primavera Monza. “Anche quest'anno, coerentemente con il codice etico firmato ad inizio mandato - spiega il politico monzese - non ritirerò i prestigiosi biglietti per accedere all'hospitality building, la terrazza che accoglierà politici e ospiti vip da tutto il mondo in occasione del Gran Premio”. 

Una scelta sentita, quella di Piffer. Che poi ironizza sul comportamento dei suoi colleghi. “Ormai lo sappiamo a memoria - dice -. Ecco cosa diranno i miei colleghi per giustificare la loro resistenza a rinunciare a questo antipatico privilegio: ‘Al Comune non costa niente’. Errore - fa notare Piffer -. Questa è una condizione prevista dalla convenzione, quindi in qualche modo "pesa economicamente”. Secondo noi una convenzione che va rivista al più presto”.

E ancora, con uno spunto su un potenziale “conflitto d’interessi”. “‘Non sono biglietti ma inviti’. Poco cambia - sottolinea il consigliere -. Accettare benefici da chi dovremmo controllare, Sias, non ci sembra eticamente corretto”. 

Ma le giustificazioni non sono finite qua. “‘Ma cosa credi, io i biglietti li regalo a chi non se li può permettere, e me ne faccio dare anche più di due’. Bravo - scherza Piffer -. Suona benissimo come intenzione, forse sarebbe meglio allora comprare dei biglietti con i soldi propri, così invece ha tutta l'aria di essere un semplice voto di scambio. Viva i meriti politici”.

“Ma la più bella - continua la classifica di Piffer - rimarrà sempre: ‘Io vado lì a controllare in qualità di consigliere, mica a divertirmi’. Questa non la commento neanche, lascio rispondere i selfie con le ombrelline che gireranno su Fb durante il Gp”. 

Il privilegio, quindi, sembra duro a morire. Come conferma anche Cristina, figlia di un ex direttore amministrativo di Sias. “Il ricordo che ho delle sue estati in montagna - racconta la ragazza - è di lui seduto al tavolo della sala intento a gestire, dividere e cercare di accontentare tutti per le richieste di biglietti del Gp. Ricordo che a suo nome ne doveva dare parecchi e per parecchi intendo parecchi, alle istituzioni: vigili, carabinieri, polizia, comune, politici”. 

I “poveri” cittadini, invece, il biglietto dovranno andarlo a comprare. Per la modica cifra di 65 euro, il ticket più economico, per un “ingresso circolare + prato”. Lì, però, a differenza della terrazza hospitality non ci saranno né fiori, né buffet, né consiglieri. 

Ma forse a Monza, dall’anno prossimo, non ci sarà neanche più il Gran Premio. Perché per salvarlo servono i soldi. E non bastano i privilegi. 

Invito 86 Gran Premio 2015 Consiglieri-1-2

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