Brugherio, cade la giunta: dimissioni di massa, anche del sindaco

Tutti contro tutti in città. Dopo le dimissioni di tre assessori, arrivano quelle dei consiglieri di opposizione, imitati da quelli del Pdl in un'inedita alleanza bipartisan. E il sindaco? Si dimette anche lui

Villa Fiorita, sede del Comune di Brugherio

Cade la Giunta di Brugherio, e si apre un nuovo capitolo sulle divisioni tra Lega e Pdl. Sono stati proprio gli azzurri (partito di maggioranza in città assieme ai lumbard)  a determinare la caduta del sindaco Maurizio Ronchi, dimettendosi in massa venerd' mattina assieme al Pd, alla Lista Chirico e all'Italia dei Valori. Il primo a lasciare è stato nelle scorse settimane l'assessore all'Urbanistica Enzo Imperato, che ha denunciato pressioni sul Pgt. Ma anche Rossella Zaffino, assessore al Bilancioo, e Carlo Nava, con delega ai Servizi Sociali hanno abbandonato la nave pochi giorni dopo.  Venerdì mattina, come si diceva, le dimissioni dei consiglieri di maggioranza e opposizione. Ma il primo cittadino ha cercato il coup de theatre: fiutata l'aria, ha presentato anch'egli le proprie dimissioni cercando di arrivare prima  di tutti gli altri. Una manovra che - se riuscita -  potrebbe valergli 20 giorni di governo extra. Brugherio non andrà comunque a nuove elezioni a maggio: i termini sono scaduti, e si prefigura una stagione con un commissario prefettizio alla guida della città.

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