Romani: "Lega, arrivederci al ballottaggio. Tanto da fare assieme"

L'ex ministro allo Sviluppo Economico parla alla presentazione di Andrea Mandelli nel foyer del Manzoni. Molte le differenze rispetto a cinque anni fa, a cominciare dall'assenza di Berlusconi. Il farmacista: "Fino a ieri ero un cittadino come voi, porterò dialogo e ascolto"

Da sinistra, Mario Mantovani, Viviana Beccalossi, Andrea Mandelli e Paolo Romani (foto AP)

E' Andrea Mandelli il candidato del Pdl alle amministrative di Monza. Si sapeva da qualche giorno, ma l'ufficialità si è avuta questa sera, nel foyer del teatro Manzoni, lo stesso luogo dove cinque anni fa Silvio Berlusconi in persona incoronò Marco Mariani. Molta acqua è passata sotto i ponti. Allora era l'inizio di febbraio, ora siamo all'inizio di aprile. Allora gli azzurri - non ancora uniti con Alleanza Nazionale nel Pdl - sostenevano il medico leghista, oggi corrono l'uno contro l'altro, con la promessa di riapparentarsi al ballottaggio. Allora il teatro era lo stesso, ma l'incoronazione avvenne sul palcoscenico. Questa sera la conferenza stampa è stata allestita in fretta e furia a poche ore dalla scadenza dei termini per presentare le liste, ma nel foyer. Ma sopratutto, allora c'era il capo, questa volta invece si sono presentati Paolo Romani, ex ministro allo Sviluppo Economico, Viviana Beccalossi, vice-coordinatore vicario del partito e Mario Mantovani, ex sottosegretario e coordinatore regionale.

Si comincia con la Lega: "Il  nostro nemico comune è la sinistra -  esordisce Paolo Romani, sentiamo di avere ancora tante cose in comune con il partito di Bossi, e tante cose da fare assieme". Una dichiarazione che sembrerebbe fare piazza pulita delle voci che nel tardo pomeriggio hanno iniziato a circolare su espulsioni in vista per i "sostenitori" di un appoggio a Mariani. Che gli azzurri in città siano divisi non è un mistero; che Romani rappresenti solo una delle correnti, neppure. La scelta di Mandelli, assicura il fedelissimo di Berlusconi, è arrivata direttamente dalla segreteria nazionale. "Si tratta di un percorso anomalo, perché con la Lega governiamo insieme da dieci anni, ma si è sentita l'esigenza di misurare ciascuno la propria forza elettorale".

La scelta di Mandelli - che è rimasto in  dubbio fino all'ultimo se accettare o meno, deriva dalla volontà di candidare un esponente della società civile che possa raccogliere ampi consensi. "Sono farmacista, figlio di farmacisti e figlio di Monza" si presenta lui.  "Fino a pochi giorni fa ero uno come voi, con gli stessi problemi e qualche volta mi arrabbiavo se qualcosa non funzionava. Adesso che sono dall'altra parte, voglio portare in politica quella che è la mia caratteristica principale: l'ascolto. Abbiamo la possibilità di dare vita a una pagina nuova, diversa - senza la volontà di contrapporsi con chi c'era prima, ma correggendo i problemi  che da cittadino rilevavo fino a poco fa". Nato a Monza, classe 1962, Mandelli è presidente di FOFI, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti. E' sposato con Paola e papà di Giulia e Luca, ed ha avuto un'esperienza nel consiglio comunale eletto nel 2002. Il capolista azzurro sarà Giuliano Ghezzi: assieme a lui si ricandideranno tutti i big monzesi, da  Pierfranco Maffè ad Andrea Arbizzoni a Lucia Arizzi, passando per Domenico Riga, Martina Sassoli e Alfonso di Lio.

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