Attilio Tagliabue: verde e ambiente al primo posto senza se e senza ma

Il candidato di "Ecologisti e reti civiche" propone la sua visione green della città. Recupero aree dismesse, nuove tecnologie e attenzione ai giovani. "Si può fare tanto cambiando poco"

Attilio Tagliabue durante la campagna elettorale

Un eco-imprenditore sessantaseienne innamorato della moglie Cecilia e della figlia Elena. Un uomo dedito all’ambiente e alla natura che ci circonda. Attilio Tagliabue, cosa l’ha spinta a proporsi come candidato sindaco della lista Ecologisti e reti civiche?
Volevo fare qualcosa per Monza. Sono troppe le cose che, con pochi sforzi, si potrebbero migliorare.
Quali ad esempio? Su cosa si basa il vostro programma elettorale?
Il nostro partito  ( i Verdi) è uno dei più vecchi della storia italiana, siamo riusciti a resistere nonostante le dimensioni ridotte. Abbiamo proseguito il cammino perché i nostri ideali sono importanti e riconosciuti. Per questo non potevamo che mettere al primo posto nel programma elettorale la promessa di rendere Monza una città più verde.

In che modo lo farete?
Porremo un freno all’edificazione in città. Monza può ospitare dalle 120mila alle 140mila persone. Non abbiamo più spazio per costruire. Si possono però sistemare le aree dismesse. Ciò che ci preme è che le aree agricole non vengano toccate. Una città per essere vivibile ha bisogno del 50 per cento di aree verdi. I monzesi invece, tolto il Parco della Villa Reale, ne hanno solo il 25 per cento, il restante 75 per cento è formato da zone edificate.

Avete già pensato a quali zone della città potreste rendere abitabili.
A Monza purtroppo di zone lasciate al degrado ce ne sono molte. Penso ad esempio all’area Fossati-Lamperti, all’ex macello o ancora alla zona industriale di San Giuseppe. Tutti territorio in cui vorremmo costruire appartamenti per soddisfare le esigenze abitative dei monzesi. Ma non solo. Vogliamo ridare un po’ di splendore alla città partendo dal Lambro.

Cosa avete in mente per il Lambro?
Da giovane io ho fatto il bagno in questo fiume. Vorrei ritornasse come un tempo. Alcune zone racchiudono ancora la loro bellezza, vanno solamente ristrutturate. Penso a via Boccaccio, ora la zona è in pieno stato di degrado, ma un tempo ospitava la spiaggia della regina. In Villa Pennati invece c’è ancora il piccolo molo che permetteva alle barche di navigare. Tesori per la città.

Il vostro è sicuramente un movimento che mette l’ambiente in primo piano. Avete programmato l’utilizzo di nuove tecnologie alternative?
Certamente. Vogliamo dotare più dell’ottanta per cento degli edifici della città di scambiatori di calore e di pannelli solari. Questo permetterà di essere autonomi a molti cittadini e a molte strutture pubbliche. L’obiettivo è proprio quello di permettere di produrre da sé la propria energia.

Per quanto riguarda i giovani invece?
Vanno a braccetto con il settore delle nuove tecnologie. Questo è un mercato in pieno sviluppo, porterà molti posti di lavoro.

Tre parole chiave che riassumono gli intenti di “Ecologisti e reti civiche”?
“Verde”. Sicuramente la nostra formula per eccellenza. “Progresso” è invece la seconda, vogliamo migliorare la città, ma con un occhio rivolto al futuro. E poi “vivibilità”. Monza deve diventare più a misura d’uomo.
 

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