Monza, chi è Roberto Scanagatti, tra famiglia e politica

Padre di famiglia, ex-vicesindaco del Comune di Monza, assessore alle Risorse finanziare, ai Rapporti con le aziende e società partecipate al Comune di Sesto San Giovanni e membro del consiglio comunale di Monza. Roberto Scanagatti si presenta ai monzesi.

MONZA -  Un passato come vicesindaco del Comune di Monza, come assessore alle Risorse finanziare, ai Rapporti con le aziende e società partecipate al Comune di Sesto San Giovanni e come membro del consiglio comunale di Monza. Si è presentato con questo curriculum Roberto Scanagatti ai suoi elettori monzesi, durante queste ultime elezioni amministrative, le quali lo hanno portato a essere, il volto più votato dai cittadini.

 

Esponente del Partito Democratico nato e vissuto a Monza, nel quartiere San Gerardo. Marito di Anna, padre di Lorenzo, nonno di Paolo. Una persona come molte altre insomma, caratterizzato però da una grande passione, quella della politica. Impegnato da anni nel settore privato, dopo essere diventato dirigente d’azienda è rimasto nel campo ma cambiando leggermente rotta e dedicandosi maggiormente alla consulenza. Durante il mandato dell’ex sindaco Faglia ha assunto invece il ruolo di assessore al bilancio, nonché di vicesindaco. Un uomo insomma che sa cosa significa dirigere una città. “Una stagione di forte rinnovamento”, così si è ritrovato Scanagatti a definire il periodo vissuto all’interno del Municipio durante gli anni trascorsi da assessore. Un’esperienza che gli è rimasta nel cuore, tanto da portarlo quest’anno, a riproporsi ai monzesi. Questa volta però come guida e non come vice.

 

Recentemente convocato per far parte della giunta di Sesto San Giovanni il candidato sindaco di Monza, ha infatti dato la sua disponibilità al Comune solo per pochi mesi, per potersi dedicare con più attenzione e impegno alle esigenze e al futuro della sua città natale, la sua Monza. Già perché, come ha recentemente dichiarato dalle pagine del suo sito, “anche per Monza, è arrivato il momento di avviare con serietà e determinazione un’opera di ricostruzione. Prima di tutto etica, basata sulla fiducia, sulla trasparenza e sulla partecipazione. Ma un’azione di cambiamento per potersi affermare deve essere credibile e in grado di allargare i confini del consenso. Penso di sapere in che modo garantire servizi efficienti e una città più vivibile, senza dover ricorrere alla svendita del territorio e dei beni pubblici più preziosi”.

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