Le indagini ruotano intorno ai centri commerciali

Sono ben 12 le aree commerciali brianzole e milanesi che gli inquirenti stanno mettendo sotto la lente d'ingrandimento. "Capofila" della lista è l'area destinata al Pam, a Desio al confine con Muggiò

Un rendering del progetto del Pam a Desio

Tangenti per varianti dei piani urbanistici. E' questo il capitolo più scottante dell'inchiesta dei magistrati monzesi che sta rivelando un vero e proprio sistema rodato di favori e contropartite intorno a cui hanno costruito la loro carriera politica persone arrivate fino alla giunta regionale, come Massimo Ponzoni, che poi, dopo le elezioni del 2010, è stato sostanzialmente "declassato" (cioè non rinominato assessore).

Scrive infatti il gip Maria Rosaria Correra: "Desio e Giussano rappresentano solo un limitatissimo esempio di tanti altri affari condotti verosimilmente con lo stesso modus operandi". Secondo il gip, l'imprenditore bergamasco Duzioni (che peraltro dal 2004 risulta nullatenente: per lui si prefigurerebbe anche un'inchiesta per evasione fiscale) dal 2007 al 2010 "cura 12 progetti di nuovi centri commerciali ad Agrate, Stezzano, Bellinzago, Lonate, Castenedolo, Celano, Bergamo, Truccazzano, Vaprio D’Adda, Trezzano".

Ma che cos'è successo a Desio? Il gruppo Pam voleva aprire un nuovo ipermercato. Favorevoli Pdl e Lega Nord, che ne avevano parlato positivamente nella campagna elettorale, contrarissime le sinistre. Si trattava di trasformare aree agricole. Nel pgt di Desio doveva quindi trovare posto questa variante.

Politici locali si occupavano delle varianti urbanistiche "dettate" sostanzialmente da Massimo Ponzoni. Si tratta dell'ex assessore all'urbanistica di Desio Antonino Brambilla (arrestato), dell'ex tecnico di Desio Rosario Perri e dell'ex sindaco di Giussano Franco Riva.

Ponzoni, a sua volta, era finanziato (illecitamente secondo le accuse) dagli imprenditori che sarebbero divenuti i beneficiari delle varianti urbanistiche, tramite il sistema di false caparre per acquisti immobiliari. Il punto di contatto tra Ponzoni e gli imprenditori era proprio Duzioni, che fungeva da mediatore. Emblematico proprio il caso di Desio.

La società Mediaservice (riconducibile a Duizoni) avrebbe ricevuto da Antares (gruppo Pam, proprietaria dei terreni) due incarichi finalizzati al cambio di destinazione. Costo degli incarichi, 1 milione e 875mila euro. Il problema è che mancano causali per 1 milione e 300mila euro. La procura ipotizza che da questi soldi, non giustificati, traggano origini passaggi di denaro dalle società di Duzioni a quelle di Ponzoni e ad Antonino Brambilla.

La procura ha sentito Claudio Gradara, manager di Pam. E Gradara, secondo ciò che scrive il gip, ha riferito che "fu proprio Duzioni a proporsi per gli incarichi e si dimostrò ben informato sugli sviluppi del pgt di Desio e di altri comuni". Non solo: Duzioni presentò subito Ponzoni a Claudio Gradara, e l'assessore regionale fece un'ottima impressione al manager (che "fu tranquillizzato - continua il gip - dall'atteggiamento di Ponzoni").

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La variazione al pgt era già cosa fatta, ma fu sospesa per l'avvenuto commissariamento del comune. Nel frattempo, nel corso del 2010, la posizione della Lega Nord era diventata più "cauta" rispetto al centro commerciale di Pam.

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