Il Pd che vorrei: intervista a Pietro Virtuani, candidato segretario provinciale

Alla vigilia del Congresso provinciale parla il candidato segretario del Partito Democratico di Monza e Brianza

Pietro Virtuani

Pietro Virtuani, 26 anni, laureato in Lettere Moderne, è uno dei due candidati alla segreteria del Partito Democratico di Monza e Brianza. MonzaToday lo ha intervistato.

Qual è la sua idea di partito? Quali sono le differenze della sua gestione, se vincerà, rispetto allo status quo?

Voglio un partito più vivo, aperto e partecipato; un PD che nasce dal basso incontrando le aspirazioni degli abitanti delle nostre città verso una società migliore; voglio costruire una vera comunità politica identificata dai valori che la uniscono e dagli interessi che rappresenta. Non si tratta di votare solo me ma di votare un gruppo, che girerà il territorio, conoscerà i circoli, farà attività politica che avrà una ricaduta positiva su tutta l'organizzazione, farà formazione politica ai militanti ed elaborazione, per costruire il pensiero progressista del XXI secolo.

Come si pone il Pd con le giunte di centrosinistra della provincia? Secondo lei finora il ruolo del partito è stato interpretato nel modo più giusto?

Vogliamo sostenere i nostri amministratori costruendo il Partito Democratico che serve per amministrare in modo condiviso e partecipato. Non basta avere ottimi amministratori, occorre avere un partito che sviluppi il cambiamento nella società; e occorre un partito che metta in rete le buone pratiche amministrative per contribuire a migliorare il nostro operato. Occorre elaborare insieme delle linee guida che rendano riconoscibili e coese le amministrazioni del Pd, perché non possiamo essere diversi in quello che facciamo da quello che diciamo.

Si parla di nuove infrastrutture che interesseranno la provincia brianzola: la Tav merci, il possibile prolungamento della metro lilla in Villa Reale e la Pedemontana sono interventi positivi o negativi?

La Pedemontana così come è pensata adesso non è un'opera positiva, perché sono stati annullati tutti gli interventi che i nostri sindaci hanno richiesto per ridurne l'impatto; occorre inoltre ripensare le priorità rispetto alle infrastrutture, insistendo su trasporto pubblico, ferrovie e metropolitane. Ma una cosa importante che deve fare un partito è accompagnare i grandi progetti urbanistici e infrastrutturali con un grande dibattito e coinvolgimento dei cittadini, per favorire la partecipazione di tutti alle scelte che determinano il futuro delle nostre comunità.

Perché un iscritto al Pd dovrebbe votare per lei?

Perché insieme a tanti posso costruire il PD; cancellare le discussioni inutili di questi anni sul Partito aperto/chiuso o pesante/liquido, in favore di un partito sempre partecipato (non solo quando si fanno le primarie) e che funzioni perché organizza la partecipazione e intercetta la voglia di cambiamento. Perché serve dare un messaggio, ossia che il Pd è il Partito che si fa carico di risolvere il problema delle giovani generazioni, escluse da tutto. Perché risolvere il problema dei giovani è risolvere il problema dell'Italia: è rimettere in moto energie, risorse, speranze. Perché voglio impegnarmi a costruire il profilo culturale del partito nuovo, senza debolezze e rimpianti. Perché voglio affermare con forza che i territori sono la vera forza del PD, perché nei territori è dove vinciamo e dove stiamo a contatto con le persone.

Lei e il suo avversario siete di due generazioni diverse, oggi vince l’esperienza o il rinnovamento? Non si tratta di questo: solo in Italia a 26 anni si è considerati come se si avesse 16 anni. Oggi vince chi sa organizzare un progetto, plurale nelle sensibilità e nelle competenze, definito riguardo a valori e obiettivi; oggi serve un gruppo dirigente che fermi l'abbandono silenzioso che le sconfitte e le scelte difficili hanno provocato nel nostro campo, e sappia riattivare la partecipazione e la passione politica che ha animato e deve animare l'impegno di tanti.

La campagna di tesseramento al Partito Democratico riporta lo slogan “Con noi per l’Italia giusta”, nel piccolo della provincia di Monza e Brianza qual è l’Italia giusta che vorrebbe costruire con il Pd?

E' l'Italia che non si arrende al declino e punta su se stessa. E' l'Italia dei lavoratori, degli studenti, dei piccoli imprenditori, che vogliono uscire dalla crisi puntando su innovazione e diritti. E' l'Italia di un nuovo patto sociale tra Stato e cittadini, che elimini le storture, le lentezze e le promesse disattese di questi anni, per sostenere le imprese in crisi e fermare l'impoverimento delle classi medie. Il tessuto industriale della Brianza è una grande realtà nazionale, nella quale dimostrare che istituzioni vicine ai cittadini possono dare a tutti gli strumenti per sviluppare le proprie attività e riconoscersi in uno Stato giusto che sostiene i suoi cittadini.

Chi voterà al congresso nazionale?

Voterò Gianni Cuperlo perché penso che il suo profilo intellettuale sia quello giusto per ricostruire un partito che deve ritrovare se stesso. Sono convito che Cuperlo possa rinnovare profondamente il gruppo dirigente e allargare il partito a quanti sperano nel Pd ma non sono riusciti a crederci abbastanza per adesso.

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