Pippo Civati per il dopo Bersani: "Mi candido alla segreteria del PD"

Mentre l'ex compagno rottamatore Renzi corre per le primarie nazionali, il golden boy della sinistra brianzola annuncia la candidatura alla segreteria del partito. Con qualche frecciatina

Giuseppe "Pippo" Civati: "Mi candido alla segretaria del PD"

MONZA - Giuseppe Civati, in arte "Pippo" si candiderà alla segreteria nazionale del suo partito, il PD. La decisione è stata resa nota in un post dal titolo "Consenso e buonsenso" pubblicato sul suo blog. "Mi candido anche se qualcuno dice che chi vince le primarie 2012 nominerà il segretario nel 2013 scrive Civati -  Anche se qualcuno dirà che è troppo presto. Anche se ci saranno ironie e malizie. Anche se non è molto di moda, fare il segretario di un partito. Anche se qualcuno, anche tra i candidati di oggi, dice che non è così importante, il segretario, e che il partito serve, ma non poi così tanto". Riferimenti chiari all'attualità nazionale. Nel testo, il consigliere regionale monzese critica inoltre neanche troppo velatamente Umberto Ambrosoli, che per accettare la corsa a presidente della Regione vorrebbe evitare le primarie, bypassandole con "consultazioni civiche" dai contorni ancora vaghi.

LA STORIA - Deludendo chi lo voleva candidato premier e  chi lo voleva successore di Formigoni al Pirellone, il biondo politico brianzolo ha però sorpreso tutti ancora una volta. Monzese, ha cominciato la carriera nella città dove è nato e cresciuto. Consigliere comunale, segretario cittadino degli allora DS, consigliere regionale per due legislature, il suo nome arrivò alla ribalta nazionale quando appoggiò il terzo incomodo Ignazio Marino nella lotta tra Dario Franceschini e Pierluigi Bersani per la segreteria del partito. Qualche mese dopo, assieme a Matteo Renzi, avviò il processo di rinnovamento interno al partito guadagnandosi assieme al sindaco di Firenze il soprannome di "rottamatore". Ma dopo il primo meeting alla stazione Leopolda nel 2010, l'anno seguente Civati rimase a casa, non invitato dall'ormai ex amico.

E L'EX SODALE DIVENNE UN RIVALE -Tra i due negli anni non sono mancate le stilettate. Abile ad usare i social network, molto vicino al sentire dei giovani e schierato decisamente a sinistra l'uno: più impacciato, rassicurante ma dotato di consulenti d'immagine come Giorgio Gori, l'altro, che polticamente guarda al centro e piace anche a Berlusconi.  Nella rincorsa infinita tra le due figure emergenti del partito conta anche la strategia. Renzi al momento  gioca una partita più importante (se vince le primarie, correrà da premier; se perde, però, ha promesso di tirare la volata a Bersani e sarà costretto a tirare i remi in barca per un po'). Civati, invece, guarda in prospettiva: punta alla segreteria del partito, ruolo - come lui stesso ammette - al momento un po' demodè, ma che andrebbe a completare il cursus honorum del monzese cui, rispetto al collega toscano, manca l'esperienza amministrativa. Il dado è tratto, con il Lambro al posto del Rubicone. Ad aspettare troppo, il rischio è di passare da rottamatori a rottamati.

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