Lavori mai fatti, 2 milioni di multa e il degrado: che macello, il Macello

Lunedì l'amministrazione ha approvato il debito fuori bilancio di oltre due milioni di euro che servirà per pagare la multa comminata dal tribunale per il “caso ex Macello”. Ma, dopo anni e soldi buttati, l’area resterà degradata

Una sorta di manuale della pessima amministrazione della cosa pubblica. Un vero e proprio manifesto dello spreco del denaro dei contribuenti, alias i cittadini. Un chiaro esempio di come non vanno eseguiti e gestiti i lavori che riguardano una città intera. Un connubio di mala politica e lotta d’interessi che ha permesso che in dieci anni dall’inizio dei lavori, i lavori non iniziassero mai davvero. Ma che, soprattutto, ha obbligato l’amministrazione - e quindi i cittadini - a regalare oltre due milioni di euro ad un’azienda che in un decennio non ha posato neanche la prima pietra, lasciando il degrado e l’incuria lì dov’erano.

Per informazioni su come realizzare un “capolavoro” del genere, basta citofonare in piazza Trento e Trieste, campanello “Comune di Monza” e chiedere informazioni sull’area Ex Macello. Gli appunti da prendere saranno tanti, perché la storia è lunga e intricata, ma la conclusione sarà da “manuale”, si fa per dire. 

La lunga “storia d’amore” tra Monza, i monzesi e l’area ex Macello di via Buonarroti inizia quando il nuovo millennio è nato da qualche anno. L’allora sindaco Michele Faglia decide, giustamente, che è arrivato il momento di dare nuova vita a una zona storica della città. Si prepara il bando, si sceglie il progetto vincitore e si assegna l’area. Tutto pronto? No. Perché passano i giorni, i mesi, gli anni e del progetto della società vincitrice, non c’è neanche l’ombra. 

Al 2007 Faglia viene silurato dai monzesi, che scelgono il leghista Marco Mariani. Uno dei primi provvedimenti della nuova giunta è fermare i lavori. Per colpe, a onor del vero, non tutte proprie. La precedente amministrazione, infatti, ha lasciato degli insoluti e non ha liberato l’area - ci sono ancora l’autoscuola, alcuni uffici ed altro -, che così non può essere consegnata al privato. La mazzata finale, poi, arriva dal Piano di governo del Territorio che classifica la struttura di via Buonarroti come ad “alto rischio idreogologico”. Il Villoresi, in fondo, è davvero vicino: altro che costruzioni. 

La società vincitrice del bando aspetta - e spera - ma la giunta Mariani, probabilmente sbagliando, cerca una via alternativa e propone la costruzione in zona di uno Skatepark - per il quale il Comune riceverà un milione di euro dalla Regione - e di un mercato coperto che, a quanto si saprà, non sono mai stati concordati con la stessa azienda. Risultato, altri mesi e anni di attesa ma nessun lavoro eseguito. 

E’ il 2012, arrivano le elezioni e vince Scanagatti. Il sindaco del Pd come “regalo” dalla precedente amministrazione si trova una delibera che stabilisce che entro cento giorni i lavori devono tassativamente iniziare. Sono troppo pochi: mentre la nuova giunta ancora non si è insediata, l’area ex Macello è ancora piena di bus, capannoni in amianto e strutture vecchie e il termine scade. 

Il resto è storia recente, soprattutto la decisione del Tribunale - in primo grado - di condannare il Comune di Monza al pagamento di 2milioni e 300mila euro di multa alla società “Hi Senses S.r.l.” di Torino come risarcimento danni per il mancato guadagno. Guadagno che poi, a conti fatti, l’azienda ha ottenuto e senza sporcarsi mai le mani. 

Chi invece le mani dovrà sporcarsele eccome è l’attuale amministrazione, alla quale spetta il compito di trovare quei due milioni e passa. Il primo scoglio è stato superato lunedì sera, quando la giunta - non senza momenti di tensione - ha approvato un debito fuori bilancio proprio di 2milioni e 300mila euro, con il voto contrario di Movimento 5 stelle e Forza Italia e Lega, che hanno abbandonato l’aula. 

Il vero problema ora, però, sarà racimolare quei soldi. “In un periodo come il nostro di vacche magre - l’amara considerazione del consigliere di Primavera Monza, Paolo Piffer - vengono i brividi se pensiamo alle cose che avremmo potuto fare con quella cifra. Manutenzione strade, ristrutturazione scuole e perché no, magari abbassare qualche tassa comunale. Invece - recrimina Piffer - quei soldi andranno a rimpinguare le casse di un’azienda che da quando è stata costituita ancora non ha fatto nulla eppure si trova un bel gruzzoletto”. 

“Come è possibile? - si chiede il consigliere - Malafede di qualcuno o solo una pessima gestione della cosa pubblica e incapacità politica? Gli organi competenti accerteranno eventuali responsabilità naturalmente, ma tutti conosciamo i tempi della giustizia, nessuno si aspetti di vedere “cadere qualche testa”, non subito almeno”. 

Teste, è evidente, non ne cadranno. Ma i soldi da qualche parte dovranno pur uscire e l’attuale amministrazione non ci sta a passare per colpevole. “Sull’Area ex Macello il macello lo ha fatto la precedente amministrazione, che ha compiuto alcuni grossi errori che hanno danneggiato il Comune stesso - l’accusa del segretario del Pd cittadino, Alberto Pilotto -. Da ultimo ha sottoscritto un contratto capestro in data 26 aprile 2012 proprio alla vigilia delle elezioni comunali del 2012, con una penale di 300mila euro e la possibilità di rescindere il contratto  a far data dal 31 maggio 2012 se le aree non fossero state rese disponibili”. 

“Da notare - prosegue la ricostruzione del democratico - che a quella data la giunta guidata dal sindaco Scanagatti non era nemmeno insediata. Com’era possibile pensare che la nuova amministrazione potesse risolvere in un mese ciò che la precedente giunta non era riuscita a sistemare in più di tre anni? Su richiesta del Collegio dei Revisori - annuncia Pilotto - ora si esprimerà anche la Corte dei Conti a cui è stata inviata tutta la documentazione in quanto gli amministratori della precedente giunta che hanno sottoscritto il contratto sono stati messi in mora”.

“Ci troviamo di fronte - ammette - a uno di quei casi che avremmo preferito non vedere a Monza: opera di riqualificazione che non parte per anni, costi che lievitano a dismisura, un privato coinvolto nel project financing che riesce ad ottenere un rimborso di milioni di euro pur non avendo posato neanche un mattone”.

Sì, perché il vero problema di tutta la storia è che Monza e i monzesi sborseranno più di due milioni di euro per avere - dopo dieci anni - un’area abbandonata e degradata come, e forse più, di quanto non lo fosse già dieci anni fa. 

“Abbiamo ora l’opportunità di progettare uno sviluppo equilibrato dell’area con un percorso partecipato con i cittadini del quartiere - ha promesso il segretario democratico -. Sull’area si intendono infatti realizzare due edifici scolastici che ospiteranno le scuole Bellani e Citterio. Ciò darà risposta a un bisogno concreto della città e attenuerà il danno finanziario procurato al Comune di Monza da un’incauta operazione”.

Come il Pd e la giunta Scanagatti possano riuscire nel miracolo semra difficile da capire, se non fosse altro che l’area è stata giudicata - almeno in passato - ad alto rischio idrogeologico. A loro l’onere di trovare una soluzione. 

Ai cittadini, invece, la speranza che non ci vogliano altri dieci anni. E, soprattutto, altri due milioni di euro.  
 

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