Il Gay Pride ottiene il patrocinio di Regione Lombardia, Monti: "Sbagliato"

"Scelta sbagliata e incomprensibile" ha commentato il consigliere provinciale della Lega Nord Andrea Monti. "Il Gay Pride ha il diritto di esistere e di essere organizzato ma non ha nulla a che vedere con la concessione di un patrocinio"

Uno scatto dalla Milano Pride 2014 (Copyright MilanoToday)

Per il secondo anno consecutivo il "Gay Pride" organizzato a Milano e in programma per il 27 giugno ha ottenuto il riconoscimento del patrocinio di Regione Lombardia.

Tre membri su cinque dell'ufficio di presidenza hanno infatti votato a favore: a dire sì sono stati Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), Eugenio Casalino (Movimento 5 Stelle) e Sara Valmaggi (Pd). Si sono invece pronunciati contro il presidente Raffaele Cattaneo (Ncd) e Daniela Maroni (lista Maroni Presidente).

Una voce dissidente contro la scelta della Regione si è levata poi anche dalla Brianza. 

"A scanso di equivoci lo dico in premessa: credo che il Gay Pride abbia non solo diritto di esistere e di essere organizzato, ma ne riconosco pure una certa utilità" ha scritto sul suo blog il consigliere provinciale del Carroccio Andrea Monti.

"Ma la libertà di manifestare, vivere la propria sessualità liberamente o le rivendicazioni di nuovi e futuri diritti alle coppie omosessuali, non hanno nulla a che vedere con la concessione di un patrocinio, come quello che ha inspiegabilmente concesso, per la seconda volta, il Consiglio Regionale della Lombardia" aggiunge.

"Il fatto poi che il voto decisivo sia venuto da un esponente leghista non sposta di una virgola i termini della questione, in nessuna particolare direzione, semmai rende ancora meno comprensibile una decisione che rimane sbagliata" ha sottolineato il consigliere brianzolo.

Per avallare la tesi che si sia trattato di "un errore tecnico" Monti ha anche citato le “Linee guida per la concessione di patrocini", che all’art. 2 prevedono l'esistenza di manifestazioni e iniziative di “particolare interesse e rilievo regionale, qualificanti per le funzioni e le attività del Consiglio regionale” in coerenza con i principi e le finalità del Titolo I dello Statuto d’autonomia della Lombardia.

"Difficile pensare che il nostro simpatico amico vestito da gallo cedrone (Ndr, il riferimento è alla foto del manifestante postata sul suo blog), quello che fa ondeggiare il suo ”pacco” volutamente costretto nella mutanda di lanetta, possa 'contribuire alla valorizzazione dell’azione regionale', né tantomeno ci risulta possa concorrere alla valorizzazione e al recupero delle tradizioni e tipicità regionali. E con un certo grado di certezza credo pure che tutto ciò non rientri tra le finalità e gli obiettivi con cui questa maggioranza si è presentata ai suoi elettori" conclude.

Anche il capogruppo in Consiglio Regionale Massimiliano Romeo si è dichiarato contrario alla scelta effettuata da Fabrizio Cecchetti, sottolinenando che si tratta di una "posizione personale" e che l'opinione della Lega "resta contraria al matrimonio gay e alle adozioni".

"Stiamo parlando di un patrocinio gratuito", ha però replicato Cecchetti, ricordando che si tratta di "cittadini lombardi come tutti gli altri, per i quali le istituzioni non possono voltare la testa dall'altra parte solo perché esprimono una sessualità diversa".

E aggiunge: "Sono il primo contrario alle adozioni per le coppie omosessuali e un convinto sostenitore della famiglia naturale. Questo supporto viene però concretizzato dalla regione con aiuti finanziari, e non certo negando ad altri il sostegno a manifestare per il riconoscimento di alcuni diritti civili, già previsti nella maggioranza delle democrazie europee".

Solo domenica a Monza, in piazza Duomo, in favore della famiglia naturale le Sentinelle in Piedi avevano manifestato in silenzio in preghiera e con un libro in mano contro l'apertura alle coppie e ai matrimoni omosessuali riscuotendo diverse polemiche. 

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