"Clima incandescente", sotto scorta il governatore della Lombardia Attilio Fontana

La decisione è scattata dopo il murale e i volantini apparsi nei giorni scorsi a Milano

Attilio Fontana

È stato messo sotto scorta il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Lo ha deciso il Servizio centrale di protezione del dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno su proposta delle prefetture di Milano e Varese, città dove il governatore è stato sindaco e dove vive con la propria famiglia. La scorta affidata a Fontana è di "quarto livello": il governatore sarà seguito da uno o due agenti attraverso o un'auto di servizio o a bordo di un altro veicolo.

"Il clima intorno al governatore lombardo, Attilio Fontana, si è fatto incandescente", hanno sottolineato le autorità. Nei giorni scorsi, infatti, sui muri di Crescenzago era apparso un murales contro il Numero Uno di Palazzo Pirelli: "Fontana assassino", era stato scritto a caratteri cubitali in un murale (poi cancellato). Domenica, invece, su alcuni palazzi in zona Gratosoglio sono stati affissi volantini dello stesso tenere. Entrambe le azioni riportavano la stessa firma: Carc, Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo.

Sul caso, comunque, sta indagando il pool antiterrorismo della Procura di Milano di Alberto Nobili che ha aperto un'inchiesta per minacce e diffamazione. 

I Carc, attraverso il direttore del mensile Resistenza, Pablo Bonuccelli, e la segretaria federale Claudia Marcolini, hanno motivato le ragioni delle loro protesta durante una conferenza stampa: "Le indagini dell’Antiterrorismo su di noi? La magistratura indaghi sulla strage lombarda del Covid. Ci sono responsabili precisi, devono andare a casa".

Fontana: "Per me non cambia nulla"

"Mi è stata assegnata la scorta ma per me non cambia nulla: vado avanti determinato nel mio lavoro e con il massimo impegno nel solo interesse dei lombardi — ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana —. Mi dispiace per la mia famiglia - ha aggiunto - che è un po' preoccupata. In questi giorni è stato sparso troppo veleno, avevo chiesto di abbassare i toni ma non sono stato ascoltato. Mi rammarica molto - ha proseguito il governatore - essere accusato da persone che non conoscono i fatti e che non sanno di chi sono le varie competenze. Purtroppo è il risultato delle bugie raccontate da alcune forze politiche che, quotidianamente, avvelenano l'aria e fomentano questo pericoloso clima d'odio".

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"Sono abituato - ha concluso Fontana - ad accettare tutte le critiche, ma alcune affermazioni e determinati comportamenti sono inaccettabili"

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