Corruzione a Seregno, scarcerato Lugarà: "Mancano gravi indizi di colpevolezza"

La decisione del tribunale del riesame. Il Comune, nel frattempo, è retto da un commissario. L'ex sindaco Mazza resta ai domiciliari

Lugarà e Mazza

E' stato scarcerato per mancanza di gravi indizi di colpevolezza l'imprenditore edile di Seregno Antonino Lugarà, arrestato per corruzione il 26 settembre insieme ad altre ventisei persone tra cui l'ex sindaco della cittadina brianzola Edoardo Mazza e l'ex consigliere comunale (e braccio destro di Lugarà) Stefano Gatti, che restano ai domiciliari. Frattanto il Comune è retto dal commissario prefettizio Antonio Cananà.

Video: le reazioni degli abitanti di Seregno

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Il tribunale del riesame ha accolto il ricorso della difesa dell'imprenditore, che nel frattempo aveva comunque lasciato il carcere ma per un'ospedale, a causa delle sue condizioni di salute. La linea difensiva verteva sul fatto che non era sufficientemente provata la corruzione con voto di scambio: da un lato, l'interesse imprenditoriale (per un nuovo centro commerciale da costruire) era, per i legali di Lugarà, del tutto legittimo; dall'altro, come lo stesso costruttore aveva dichiarato al gip, non si poteva parlare di voto di scambio ma di semplice "consiglio di voto" dato da Lugarà ad alcuni amici e conoscenti per due candidati al consiglio comunale, uno solo dei quali effettivamente eletto (Gatti, appunto).

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La procura ritiene che Lugarà avesse fatto pressioni al neo sindaco Mazza perché il Comune rilasciasse le autorizzazioni necessarie alla realizzazione del centro commerciale sulla Valassina, e che l'interessamento dell'imprenditore fosse determinante per il risultato elettorale. Di contro, il riesame ha valutato non gravemente indiziario il quadro raccolto dai pm. L'inchiesta si intrecciava anche con vicende legate alla 'ndrangheta in Brianza.

La vicenda del centro commerciale

La forzatura delle regole, stando agli investigatori, risiederebbe nell'avere deliberato varianti del Piano urbanistico con delibere di giunta anziché di consiglio comunale (luglio e ottobre 2015), e per di più nell'avere poi avallato il cambio di destinazione dell'intera area in questione, da produttiva a commerciale, nonostante il Piano urbanistico stesso preveda invece la possibilità di cambiare la destinazione dei soli fabbricati ad uso produttivo dismessi. Nell'ordinanza si citano anche modifiche alla viabilità (esempio: via dell'Oca da pedonale diventa carrozzabile) in favore del soggetto privato ma a spese indirette del Comune, scomputandoli dagli oneri di urbanizzazione primaria che verterebbero invece sull'interesse pubblico.

Le intercettazioni: "Ogni promessa è debito"

Secondo l'accusa, Mazza, candidato sindaco nell'estate del 2015, aveva ricevuto promessa di sostegno elettorale da parte di Lugarà in cambio della velocizzazione di queste pratiche nei mesi successivi. Quanto a Stefano Gatti, è accusato di corruzione: avrebbe fatto da "portatore" in Comune degli interessi imprenditoriali di Lugarà, ricevendo in cambio da questi l'assicurazione della rielezione e la promessa di posizioni "apicali", come la presidenza del consiglio comunale o della commissione urbanistica.

L'anfora antica nella casa di Lugarà

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