Metro, nel 2012 era tutto pronto: il progetto che nessuno ha mai visto

MonzaToday ha ottenuto lo studio di fattibilità che il Comune aveva commissionato a Metropolitana milanese nel giugno del 2011. Il "dossier", già all'epoca, giustificava e incoraggiava la costruzione di una metropolitana

L'inaugurazione della M5 a Milano (Foto da Infophoto)

Settantanove pagine tutte con il marchio e la sigla "Metropolitana milanese". Settantanove pagine con analisi, dati, proiezioni, ipotesi, suggerimenti sui lavori e sulle stazioni per un futuro progetto di prolungamento delle linee metropolitane milanesi nel territorio di Monza. Settantanove pagine che, con la forza innegabile dei numeri, dicevano - forse dicono tutt'ora - una lampante verità: Monza ha bisogno di una linea metropolitana, Monza "vale" una linea metropolitana. 

Ma, evidentemente, e purtroppo, quelle settantanove pagine sono rimaste inutili: sono rimaste per tre lunghi anni in un cassetto di qualche ufficio del Comune, senza che chi di dovere - amministrazione locale, Regione e ministero delle Infrastrutture - si preoccupasse più di tanto. Perché dal primo febbraio 2012 - data di consegna da parte di "MM" dello studio di fattibilità - di quello stesso studio si sono perse le tracce. Il Pirellone non ne sa nulla, Maurizio Lupi - ministro alle Infrastrutture - ha ammesso l'otto gennaio scorso di non averne mai neanche sentito parlare, tanto che il deputato lombardo Paolo Grimoldi è pronto a consegnargli lo studio di persona

Eppure quel "progetto" era stato fortemente voluto dall'amministrazione Mariani ed era arrivato pochi mesi dopo l'insediamento dell'attuale sindaco, Roberto Scanagatti. Salvo poi essere dimenticato e abbandonato, disperdendo così nel nulla mesi di ricerche, indagini e idee per dotare Monza della tanto agognata metropolitana, che - sottolineano proprio le carte - era stata già al centro di uno studio di "MM" e "Atm" del 1999. 

Ma quelle carte - ottenute e analizzate da MonzaToday - dicono anche altro. Tanto altro. Raccontano di una città satura per numero di auto e traffico. Sottolineano come la posizione geografica faccia di Monza un passaggio obbligatorio per tutti quelli che dalla Brianza e non solo puntano a Milano. E mettono in luce le carenze di un servizio di trasporto pubblico - treni e autobus - rimasto fermo agli anni del dopoguerra. Tutti problemi che, evidenzia lo studio di fattibilità, una linea metropolitana potrebbe risolvere. Ed è proprio dai "difetti" della città che lo studio prende il via. 

IL "PROGETTO" - TUTTE LE FERMATE CHE ERANO PREVISTE PER MONZA

TRENI E AUTOBUS "BOCCIATI" - "La rete ferroviaria - scrivono i tecnici di "MM" - pur avendo mantenuto una funzione fondamentale di servizio per il territorio, dal secondo dopoguerra in avanti non ha saputo riadattarsi alle rapide trasformazioni socio-economiche, ed insieme urbanistico-territoriali. Gli scenari di estensione della rete metropolitana di Milano verso l’hinterland ed oltre sono da considerarsi, in parte, anche l’effetto di risposte che la ferrovia negli anni non ha saputo dare per risolvere i gravi problemi di mobilità e le correlate problematiche di carattere ambientale del territorio". Ma se la ferrovia piange, il trasporto su gomma di certo non ride. "Il trasporto pubblico - non ferroviario - è sostanzialmente affidato alle autolinee, linee “Z” secondo la codificazione provinciale, quasi sempre interurbane che effettuano servizio urbano mediante il cumularsi delle linee e delle relative frequenze su direttrici di particolare rilevanza. Si tratta - sottolinea lo studio di fattibilità - di una rete di trasporto piuttosto “centrificata” che però dispone in maniera limitata di corsie preferenziali e deve districarsi in una rete viaria dal calibro medio piuttosto esiguo; pertanto risulta gravata dalle condizioni del traffico in maniera rilevante". Tradotto, il traffico rallenta il servizio degli autobus, che a loro volta creano traffico: evidentemente un circolo vizioso dalle conseguenze censurabili per la città con la densità abitativa reale - 4.700 abitanti per km2 - più alta della Lombardia. 

EMERGENZA TRAFFICO - E in effetti nello studio si fa poco o nulla per nascondere la rilevanza, negativa, del traffico in città. "Monza confina ovunque con ambiti densamente urbanizzati; inoltre data la sua collocazione in seconda cintura rispetto a Milano dai cui confini dista appena 3 km lungo la prima storica direttrice di conurbazione industriale italiana, la città è interessata da un ingentissimo traffico parassita. Si individuano - analizza lo studio - quattro grandi tipologie di traffico. Traffico pendolare su Milano, avente origine a Monza e destinazione in Milano città; traffico in ingresso, avente origine nell’area metropolitana (Milano, Brianza, altro) e destinazione in Monza; traffico interno, avente origine e destinazione all’interno del Comune di Monza; traffico parassita, avente origine lungo le direttrici per Como e Lecco, destinazione in Milano e transitante per Monza". 

METRO, SOLUZIONE AL TRAFFICO... - Quindi, ecco il punto principale dello studio e il suggerimento al Comune ed enti interessati: dotare la città di una linea metropolitana. "Esiste - scrive Metropolitana milanese a pagina 25 - la necessità di soddisfare la domanda di trasporto interna e pendolare su Milano e occorre risolvere il problema ambientale degli ingenti flussi di traffico parassita", tenendo conto che - sottolinea ancora il dossier - "gli sviluppi attesi sulla rete ferroviaria e l’evoluzione dell’offerta delle linee suburbane non può parimenti considerarsi risolutiva per la città di Monza, soprattutto in considerazione della scarsa accessibilità alla rete ferroviaria (solo due stazioni esistenti, entrambe prossime al centro storico), e dell’incertezza riguardante l’evoluzione dello scenario infrastrutturale". La soluzione? "Prende così forma l’ipotesi oggetto del presente studio di dotare la città di Monza di una direttrice metropolitana intesa come prosecuzione delle direttrici milanesi ma utile anche ai fini della mobilità interna. La direttrice da seguire si dovrà sviluppare, a grandi linee, in senso sud/nord, sarà complementare alla ferrovia e dovrà servire le più importanti polarità urbane monzesi, ad eccezione del centro storico".  

... MA NON SOLO - Non è solo il traffico, però, - sempre secondo lo studio - a giustificare l'investimento. Fanno la loro parte, assolutamente non trascurabile, il turismo e la domanda di mobilità interna, a quei tempi come allora, altamente insoddisfatta. "Il Comune di Monza è il terzo comune lombardo, sufficientemente esteso ed attrattivo a generare una rilevante domanda di mobilità interna e a rappresentare un importante luogo di destinazione, e non solo di origine, degli spostamenti", evidenzia lo studio. E ancora: "Monza è sprovvista di un sistema di trasporto pubblico di massa interno, mentre le ferrovie offrono alla città una accessibilità troppo poco capillare, lasciando di fatto all’auto il ruolo di indiscusso modo di trasporto principale". 

"AVVIO LAVORI 2015" - Un ruolo che, almeno nelle intenzioni degli esperti che hanno redatto lo studio, l'auto avrebbe dovuto mano a mano perdere in favore della metro. Entro quanto tempo? E' lo stesso studio a rispondere. "In definitiva - conclude il dossier - sarebbe possibile avviare i lavori nel 2015". Il 2015 è oggi e il dossier non è ancora neanche arrivato sulle scrivanie dei diretti interessati. E della metro, naturalmente, neanche l'ombra.

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