Coronavirus, allerta anche a Monza: "Attivato il sistema di prevenzione e sicurezza sanitaria"

L'annuncio dell'assessore Giulio Gallera: "Sistema attivato, ma nessun caso finora"

Immagine repertorio (Foto Ansa da Today)

“Il sistema di prevenzione e di sicurezza sanitaria è stato attivato ed è pronto ad intervenire". Lo ha annunciato l'assessore al Welfare di regione Lombardia, Giulio Gallera, commentando l'allerta Coronavirus, il virus che secondo l'ultima comunicazione delle autorità sanitarie cinesi ha già colpito 571 persone, causando diciassette morti. 

"In Lombardia e in Italia però non c’è nessun allarme e non è stato segnalato alcun caso di contagio", ha poi spiegato l'assessore. “Siamo in stretto e costante raccordo con il Ministero della Salute per le azioni da attivare a cura delle Regioni". Proprio per questo giovedì a Palazzo Lombardia si è tenuto un incontro fra i rappresentanti dell’unita operativa prevenzione della direzione generale Welfare e i responsabili delle unità di malattie infettive delle Asst, i responsabili della rete di sorveglianza delle malattie infettive di Ats. 

Controlli a Malpensa

"Sono stati condivisi con tutti gli operatori sanitari i criteri per l’individuazione di casi sospetti - ha fatto sapere Gallera -. Vengono da oggi attivate negli ospedali le procedure per la presa in carico dei pazienti sospetti - percorso dedicato e presidi per ridurre la trasmissione per via aerea -, in coerenza con le indicazioni Ministeriali. È prevista inoltre la definizione di un raccordo operativo con i medici di base e i pediatri a cura delle Ats”.

Negli aeroporti Lombardi e attraverso le compagnie aeree stiamo diffondendo informazioni utili per i viaggiatori - ha continuato l’assessore - anche se non vi sono voli diretti dal nostro Hub di Malpensa e provenienti dalle aree a rischio della Cina. Teniamo alta l’attenzione, Il sistema di sorveglianza e controllo della malattie infettive di regione Lombardia è di assoluta qualità e complessivamente capace di identificare l’insorgenza di casi sospetti; è quindi importante per tutti i cittadini mantenere la giusta serenità , rivolgendosi sempre per ogni necessità o segnalazione ai riferimenti autorevoli in campo sanitario, in primis il proprio medico curante”.

“Lo sviluppo dell’epidemia da Coronavirus in Cina è una emergenza internazionale - ha concluso Gallera -, pertanto le azioni sono coordinate dall’organizzazione mondale della sanità che si raccorda con le Nazioni anche tramite il supporto del Ecd per le nazioni europee".

"Attenzione ma non allarmismo"

“In questo momento i casi sono, dal punto di vista numerico, molto limitati. È giusto garantire un adeguato livello d’attenzione, ma assolutamente senza creare allarmismo o panico”, ha assicurato la professoressa Maria Rita Gismondo, direttore della Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Bioemergenze, dell’Ospedale Sacco di Milano. 

“Nel ribadire che non ci troviamo davanti a un’emergenza - ha spiegato al quotidiano del Pirellone – è bene sottolineare che l’Italia, e in particolare la Lombardia, sono preparate per affrontare qualsiasi evenienza. Proprio in Lombardia esiste l’eccellenza della famosa ‘Bl4’ che si trova all’interno dell’Ospedale Sacco. È l’unica cabina di più alto contenimento infettivologico che abbiamo in Italia, quindi la garanzia di poter esaminare campioni ad altissimo rischio di infettività garantendo la totale protezione del personale dedicato e una diagnosi rapida”. 

“In Lombardia - ha spiegato la responsabile del Sacco – anche grazie alla ‘rete’ che collabora con noi per rispondere a eventuali bioemergenze, casi simili a quello cinese, fanno elevare appena la nostra soglia di attenzione: per noi la bioemergenza è una routine. Evitate assolutamente il ‘fai da te’ - l'appello dell'esperta ai cittadini -. Considerate anche le esperienze precedenti, come la Sars nel 2003 o, più recentemente, l’ebola, il nostro consiglio è di non cercare la notizia più allarmante sul web, ma di consultare solo i siti istituzionali, ovvero quelli del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore della Sanità e della Regione Lombardia".

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"Così eviteremo di ingolfare i pronto soccorso - ha concluso la Gismondo - togliendo energie a quello che deve essere il lavoro quotidiano per la cura dei malati”.

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