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Regicidio, l'ANPI di Monza faccia chiarezza

In merito a quanto riportato da alcuni organi di stampa circa la cerimonia di commemorazione del regicidio di re Umberto I che si è tenuta a Monza lo scorso 18 luglio, contestate a mezzo stampa dalla dott. ssa Valtorta per conto "dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di Monza", promotrice di un presidio al quale sono intervenuti cinque aderenti che hanno esibito magliette rosse con il ritratto di Gaetano Bresci, assassino di Umberto I di Savoia il 29 luglio 1900, giova che l'ANPI faccia chiarezza sui seguenti punti:

1.) A che titolo l'ANPI di Monza di occupi di temi storici che non hanno alcuna attinenza con la Liberazione.

2.) Se l'apologia di un delitto è, fino a prova contraria, reato, ci si chiede il motivo per cui a che titolo le persone di cui sopra hanno sfilato a Monza insossando magliette con il ritratto di Gaetano Bresci con frasi che incitavano al regicidio.

3.) Dal momento che la sezione di Monza e Brianza dell'ANPI ha smentito nel modo più assoluto la propria partecipazione a tale iniziativa, appare opportuno che l'ANPI di Monza faccia chiarezza circa il proprio ruolo e a che eventuale titolo un'associazione sotto la vigilanza del Governo, come ogni associazione combattentistica e d'arma, possa autorizzare i propri soci a prestarsi a simili comportamenti.

Per le immagini della manifestazione e delle magliette: http://www.ilcittadinomb.it/videos/video/1017432/

Si precisa che alcuni cittadini hanno già rivolto formale istanza ad alcuni deputati perché presentino interrogazioni parlamentari in materia.

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