Varato il Piano Provinciale della gestione dei rifiuti in Brianza

Ora, come previsto dal V.A.S (Valutazione Ambientale Strategica), il documento è passato agli enti territoriali interessati che dovranno dare le loro osservazioni per poi approdare in Consiglio Provinciale per l'approvazione definitiva

«Ha preso il via un cammino che rappresenta un'occasione straordinaria per il territorio, sia per i Comuni che per i cittadini. Un altro impegno del nostro programma di mandato che vogliamo portare a termine, un altro Piano che comunque lasceremo in eredità al territorio e questo indipendentemente dal futuro dell’Ente – ha detto il Presidente della Provincia di Monza Dario Allevi – L'obiettivo infatti è dotare la Brianza di uno strumento di programmazione innovativo attraverso il quale si possa impostare un percorso condiviso, non solo per offrire un servizio migliore ma anche per efficientarne i costi». Stiamo parlando del primo Piano Provinciale della gestione dei rifiuti in Brianza, varato lo scorso 29 novembre. Ora, come previsto dal V.A.S (Valutazione Ambientale Strategica), il documento è passato agli enti territoriali interessati che dovranno dare le loro osservazioni per poi approdare in Consiglio Provinciale per l’approvazione definitiva.

«Tra gli obiettivi specifici – ha spiegato l’Assessore Provinciale all’Ambiente Martina Sassoli - c’è la volontà di puntare sugli elementi di maggiore novità, capaci di garantire un servizio di qualità, sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, abbandonando una volta per tutte la logica del rifiuto come mero scarto per considerarlo finalmente fonte di nuovi cicli produttivi. Le innovazioni tecnologiche oggi consentono di superare le logiche di smaltimento seguite finora, consapevoli che i nostri comportamenti quotidiani hanno un'incidenza reale in termini di costi ambientali: su questi asset abbiamo costruito il Piano». 

Ma cosa prevede il piano? Quali sono i suoi obiettivi? Come si legge in una nota, la provincia si è posta quattro macro obiettivi: 1) Ridurre la produzione di rifiuti urbani al 2020: Grazie alle politiche di riduzione del rifiuto si stima al 2020 un contenimento della produzione di rifiuti urbani del -5,8% rispetto al dato di produzione media pro-capite attuale (2012), arrivando a un dato di produzione media pro-capite di 386,1 kg/abxa al 2020.

2) Raggiungere elevati livelli di differenziata e di qualità della raccolta al 2020 (65%): E’ previsto il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata a livello medio provinciale al 2015 e a livello di singoli Comuni al 2020, con il raggiungimento del 71,4% al 2020 come media provinciale.

3) Aumentare il recupero di materia ed energia dai rifiuti e azzerare il rifiuto urbano residuale (RUR) in discarica: E’ previsto che il 71,4% vada a recupero; se si considera anche la quota di terre da spazzamento avviato a recupero si arriva al 73,3% dell'avvio a recupero rispetto alla produzione totale. Sommando l'incidenza del flusso di rifiuto urbano avviato a recupero energetico, si ottiene che il 95% dei rifiuti urbani prodotti sono avviati a recupero di materia ed energia.

4) Autosufficienza per il trattamento del rifiuto urbano residuale (RUR) e miglioramento dell’impiantistica lombarda : il sistema Provinciale attuale si basa sul conferimento dei RUR in un impianto provinciale (autorizzato per il revamping) e uno extra-provinciale a cui storicamente sono conferiti i rifiuti di un bacino di Comuni del territorio. Tale assetto è mantenuto anche nello Scenario di Piano al 2020, garantendo la copertura dei fabbisogni provinciali. Il miglioramento delle performance da parte degli inceneritori si ottiene raggiungendo un maggiore recupero energetico e migliori emissioni in atmosfera. Per l'eventuale realizzazione di nuovi impianti, si privilegiano soluzioni tecnologiche innovative per la prevenzione e riduzione degli impatti ambientali.

Per raggiungere questi obiettivi la Provincia ha previsto due step: il primo, definito inerziale, prevede che la gestione dei rifiuti prosegua così come oggi. In questo caso è prevista la produzione pro-capite di rifiuti stazionaria a 410  kg/abxa.

Nel secondo step, che si è definito obiettivo, la produzione pro capite dovrà subire un decremento sino a 386 kg/abxa. In accordo con gli obiettivi nazionali si delinea, pertanto, uno sviluppo del sistema delle raccolte tale da consentire almeno il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata valutando l’evoluzione sino al 2020, anno di riferimento per la messa a regime del Piano. 

Per raggiungere ciò, gli impianti d’incenerimento dovranno migliorare le loro performance, aumentare il recupero energetico e diminuire le emissioni in aria; andrà garantita la gerarchia di fabbisogni di trattamento; sarà minimizzato fino all’annullamento il ricorso alla discarica come sistema di smaltimento finale, favorendo invece possibilità concrete di recupero energetico per diverse tipologie di rifiuti, anche massimizzando il recupero delle scorie e delle ceneri in uscita dagli inceneritori. Senza dimenticare una massiccia campagna di comunicazione per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa importante tematica.

 


 

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