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Matteo Angioletti: il monzese che ha preferito la ginnastica al calcio

32enne, Matteo Angioletti si prepara alla sua terza partecipazione ai Giochi Olimpici. A Londra gareggerà nella gara a squadre nella ginnastica artistica. Nelle altre due edizioni ha ottenuto due 12mi posti

Fabio Psoroulas 13 luglio 2012
Trent'anni, nato a Monza, Matteo Angioletti si prepara alla sua terza Olimpiade nella specialità degli anelli.
 
Il monzese ha iniziato a praticare la ginnastica da giovanissimo: a soli sei anni segue la sorella nel centro di Nova Milanese. L'anno dopo si allena per la società ginnastica di Meda, dove è tutt'ora tesserato. Inizia a vincere le prime gare a livello provinciale e regionale. Nel 1998 c'è il suo debutto in nazionale juniores nella gara a squadre tra Italia e Francia a Caorle e ad aprile  parte per San Pietroburgo per i Campionati d’Europa juniores.
 
Si da anche al calcio da giovanissimo e riesce anche molto bene, soprattutto per il suo fisico agile e veloce. Gli osservatori di Milan e Inter lo addocchiano, ma lui sceglie la ginnastica artistica.
 
A livello nazionale ottiene il suo primo titolo italiano sempre nel 98 nel corpo libero. Ne otterrà molti altri, nel corpo libero, anelli e volteggio. Finisce il liceo e si iscrive alla facoltà di Scienze Motorie all'Università degli Studi di Milano. Nel 2000 debutta in nazionale maggiore e ad aprile viene convocato per i campionati europei di Brema, mentre l'anno successivo partecipa al primo mondiale, bissando poi la partecipazione due anni dopo.
 
Ottiene la qualificazione per la gara a squadre ai Giochi Olimpici di Atene 2004 anche se ad inizio anno si infortuna alla caviglia. Riesce comunque ad andare alle Olimpiadi, dove otterrà un 12° posto nella gara a squadre.
 
Nel 2005 Matteo vince la prima medaglia internazionale, vincendo l’argento nel volteggio ai giochi del Mediterraneo di Almeria, e a ottobre vince il bronzo agli anelli nella prova di coppa del mondo di Stoccarda, ma ai mondiali di quell'anno si infortuna ancora alla caviglia durante un salto nel volteggio, sua specialità preferita, e decide così di operarsi. Il post operatorio non va assolutamente secondo i piani, Angioletti non riesce a riavere l'uso completo del piede e deve abbandonare il volteggio per concentrarsi solo sugli anelli.
 
Ma agli anelli si scopre grande, vincendo nel 2006 l’oro nella prova di coppa del mondo di Ghent, ottenendo altri ottimi piazzamenti. A fine anno si laurea con una tesi sulla psicologia dello sport. Riesce a qualificarsi per la seconda Olimpiade della carriera, quella di Pechino, dove ottiene lo stesso risultato di Atene: un 12° posto nella gara a squadre.
 
Gli ultimi anni proseguono sempre tra alti e bassi a livello europeo. Ad ottobre 2011 la nazionale a squadre si qualifica 15ma e non riesce a qualificarsi per i Giochi Olimpici di Londra 2012. Ma all'ultimo test pre-olimpico, la nazionale tira fuori la gara della vita e stacca il biglietto per le Olimpiadi. Gli avversari sono di un livello nettamente superiori, ma insieme ai suoi compagni Matteo Morandi, Enrico Pozzo, Alberto Busnari, Paolo Ottavi e l'esordiente Lorenzo Ticchi, sperare in un buon piazzamento non costa nulla.
 

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