Antiriciclaggio: entro il 23 luglio i commercialisti devono applicare le regole tecniche

Allerta del Ministero delle Finanze sull’importanza di un ruolo attivo e consapevole della categoria

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Desio (MB), È ormai prossima la scadenza per Commercialisti ed Esperti Contabili per l’adeguamento ai nuovi obblighi previsti dalle Regole Tecniche CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili), applicazione per la categoria di quanto previsto dalla IV Direttiva UE Antiriciclaggio e d.lgs.90/2017. Dal 23 luglio 2019 tutti i professionisti infatti dovranno dimostrare di aver implementato nei propri Studi l’autovalutazione del grado di rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo connesso alla propria attività professionale, così come un’adeguata conoscenza del cliente secondo il principio internazionale del KYC - Know Your Customer. A che punto sono dunque le procedure di applicazione da parte dei Commercialisti? I professionisti hanno preso consapevolezza dei rischi a cui vanno incontro se inadempienti? Secondo quanto emerge dall’Analisi nazionale dei rischi di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo elaborata dal Comitato di Sicurezza Finanziaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il livello di comprensione di tali rischi è fortemente disomogeneo tra Banche, Notai e Commercialisti. Nel documento i professionisti sono chiamati a farsi parte attiva nella fase di prevenzione di queste attività illecite, indicando in particolare l’elevata sensibilità del loro ruolo, caratterizzato nel caso di Commercialisti e di Esperti Contabili da una “vulnerabilità molto significativa” . “La materia è complessa e da subito abbiamo affiancato i professionisti con moduli di formazione che mirano innanzitutto allo sviluppo di una consapevolezza della propria situazione rispetto a quanto richiesto dalla IV Direttiva UE e dalle derivanti Regole Tecniche. Le linee guida CNDCEC confermano come l’adeguamento normativo è concretamente realizzabile attraverso l’attivazione di un sistema organico di procedure. Il primo passo è la valutazione del rischio.” Spiega Vito Ziccardi, fondatore e CEO di Alavie, la prima società di consulenza italiana strutturata per offrire la gestione completa della conformità normativa, con particolare focus su Antiriciclaggio.

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