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L'architetto Eros Colzani: "Così riqualificherò i Giardini pubblici del Liate"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Nato a Giussano il 12 Dicembre 1974, Eros Colzani, erede di una tradizione familiare nell'arredo in legno, nel 2000 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano con un progetto di tesi sull'autocostruzione partecipata. Nel 2009, partecipa al master di alta formazione in Architettura del Paesaggio della Universitat Politécnica de Catalunya (UPC) di Barcellona. Nel 2007 fonda ecA architettura, in Seveso, provincia lombarda di Monza e Brianza, dove si occupa di architettura e architettura del paesaggio. Specializzato in progettazione sostenibile e di edifici a basso consumo di energia, esperto nel campo della Bioarchitettura® e delle costruzioni in legno, Colzani ha realizzato una delle prime abitazioni ristrutturate in Italia con certificazione Passiv-haus. Insegna all'ITS Rosario Messina Polo Legno Arredo per il corso di tecnico edile costruzioni in legno. Intensa l'attività convegnistica: Colzani ha partecipato tra l'altro a G1 Progetti giovani architetti Italiani di UTET. ha collaborato con studi internazionali ma l'amore per i suoi territori lo trattiene in quel di Seveso. Con questo profilo professionale, Colzani è stato scelto dall'Amministrazione di Cesano Maderno per la riqualificazione dei Giardini pubblici del Liate, posizionati tra via Dei Mille e via De Medici, un progetto del valore di 100 mila euro, cifra rilevante per le casse pubbliche, destinata ad un’area verde a cui i residenti del quartiere sono molto legati, in particolare le famiglie con bambini, e in generale tutti gli abitanti anche per le attività e per le iniziative che tradizionalmente vi sono organizzate. Lʼintervento si pone come obiettivo di caratterizzare il parco di 5000 mq con una identità ben definita e riconoscibile dai cittadini e dai fruitori adulti e minori, rivedendo completamente l'area a gioco e strutturando delle connessioni tra i vari elementi attraverso un percorso pedonale, che funge da vera e propria linea di congiunzione del parco stesso. Il concetto di base del progetto è un'immagine che sottolinei lo stretto legame dell'area con il territorio, relazione intessuta dell’operato dell’Associazione di quartiere che si è sempre presa cura di questi giardini, e che è già nel nome 'del Liate' dal personaggio  'del Lià', il fattore della nobile famiglia Borromeo da cui il rione prende il nome. La percezione della presenza del parco e la sua connotazione saranno rimarcate già all’ingresso principale: il piccolo cancelletto d’ingresso sarà sostituito e sarà realizzata una nuova recinzione a forma di ferro di cavallo costituita da ferri tondi piegati e zincati come fosse un muro in calcestruzzo armato, ma senza il getto, un muro trasparente per favorire inclusività e partecipazione. Sempre all’ingresso sarà posta la targa con la scritta il “Il giardino del Lià”. Da qui si svilupperà il percorso pedonale costituito da una serie di stecche in pavimentazione color giallo, tinta che identifica il Rione Liate. Il percorso allude anche a un metro a bacchette evocando la  storica  presenza di artigiani dell'arredo nel territorio. Per un  tratto,  attraverso la  grafica, il sentiero diventa un macro metro per il gioco e la didattica dei più piccoli.  
 Il Parco sarà suddiviso in più aree, con attrazioni diverse secondo l'età e gli interessi. Per i più piccoli, ci sarà l’area gioco con la pavimentazione antitrauma, altalene, una giostra, una collina alta circa 2 metri per le arrampicate (lungo i pendii vi saranno fissate delle semisfere di diverso colore e diametro per permettere la scalata in sicurezza e in alto si troverà uno scivolo), il campo di basket. Originale l'idea di un container box customizzato, la “Scatola del sapere”, dove fermarsi a leggere e organizzare spettacoli per bimbi; inoltre; non mancherà l’area ristorazione con lo spazio per la preparazione del cibo.
Verranno allestite anche vasche d’acqua con tartarughe, pesci e la grotta della Madonna; più un’area dedicata all’orto didattico che sarà gestito dall’Associazione del quartiere a beneficio di tutti i fruitori. "La sostenibilità del progetto- spiega l’arch Colzani - sta nell'idea stessa del recupero di uno spazio pubblico che intende rafforzare i legami sociali saldando il passato con le nuove esigenze del presente. I lavori dovrebbero iniziare a Febbraio 2021 e l'inaugurazione è prevista per Pasqua. I suoi modelli? "Famosi paesaggisti come Michael Desvigne, Adriaan Geuze, Fredrich Law Olmsted, progettista di Central Park ma anche gli italiani Pietro Porcinai e Carlo Scarpa".

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