Ospedale di Carate: il coronavirus fa crollare gli accessi al pronto soccorsi, i dati

Il crollo è stato quasi del 50% ed è avvenuto a partire dal mese di marzo

Da un anno con l'altro sono quasi dimezzati gli accessi al pronto soccorso dell'ospedale di Carate tra febbraio e giugno: nel 2019 erano stati 17.113, nel 2020 sono stati 9.474. La colpa? Tutta del coronavirus.

Il quadro statistico mese per mese è alquanto eloquente e testimonia la preoccupazione dei cittadini in emergenza Covid a transitare per il Pronto Soccorso. Si passa dai 3.038 accessi di febbraio alla caduta verticale di marzo e aprile, rispettivamente 1.383 e 1.058 accessi. Poi la ripresa, scemata la pressione da coronavirus, con 1.762 pazienti accettati a maggio. E quella più decisa di giugno con 2.233 accessi. Non è un ritorno corposo alla normalità (nel giugno 2019 se n’erano registrati 3.589), ma poco ci manca.

Il dato dei ricoveri da pronto soccorso testimoniano l’attenzione quasi esclusiva sui pazienti Covid positivi o sospetti tali. Nei messi di maggior pressione, marzo e aprile, sono stati complessivamente 569, con circa 28.000 prestazioni da ps. Negli stessi mesi dell’anno scorso erano stati, invece 802, con quasi 52.000 prestazioni erogate.

Per quanto riguarda la codifica dei casi al triage, i numeri segnalano che su 9.474 accessi, compresi tra febbraio e giugno di quest’anno, i rossi sono stati 138, i gialli 1844, i verdi 6539, i bianchi 753. Nel 2019 su 17.113 accessi interessanti complessivamente lo stesso periodo preso in considerazione, i rossi erano stati 170, i gialli 2.522, i verdi 13.228, i bianchi 1193. I mesi in cui si concentrano maggiormente i codici rossi (quelli che connotano la priorità assoluta) sono marzo (44) e aprile (36). Ridimensionato lo stress da Covid i rossi di giugno sino attestati, a giugno, a 15 casi.

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Tra le problematiche maggiormente evidenziate, con la ripresa di una certa “normalità” nell’area dell’emergenza /urgenza, quelle cardiache, internistiche, chirurgiche, da trauma.

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