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La denuncia / Varedo

"Non siamo la vostra discarica": i donatori che regalano ai senzatetto vestiti rotti e sporchi

La denuncia di Lucia Troilo, presidente dell'associazione Angeli della Strada di Varedo che da anni aiuta le persone in difficoltà

“Vi piacerebbe ricevere un gioco rotto, oppure una maglietta malconcia? Assolutamente no, eppure sempre più spesso nei pacchi che riceviamo con abiti, scarpe e altri oggetti da destinare alle persone in difficoltà troviamo proprio questo. E ogni giorno siamo costretti ad andare in discarica a smaltire ciò che, naturalmente, non possiamo donare alle persone che stanno attraversando un momento di difficoltà”.

Questo lo sfogo di Lucia Troilo, presidente dell’associazione Angeli della Strada di Varedo. Uno sfogo che Lucia - ex clochard che superato il momento di difficoltà ha deciso di fondare l’associazione per dare una mano a chi sta in mezzo alla strada - ha affidato ai social dopo che, questa mattina, i suoi volontari sono stati sgridati dagli operatori della piattaforma ecologica per i troppi viaggi che negli ultimi tempi stanno facendo. “Oggi ho constatato di persona ciò che è arrivato - prosegue rivolgendosi a chi aveva utilizzato l’associazione per svuotare armadi e cantine da oggetti vecchi e rotti -. Vi rendete conto di quello che donate? Abbiamo superato tutti io costi possibili, non possiamo andare avanti così. Mettetevi una mano sulla coscienza prima di venire a donarci la spazzatura”.

Lucia e i suoi volontari ogni giorno sono alle prese con tante richieste di aiuto. Persone (soprattutto italiane) che bussano allo sportello della sede di via Bellini 31 per chiedere una mano: vestiti, scarpe, materiale per la scuola, cibo. L’associazione ha così deciso di organizzarsi con un vero e proprio sportello aperto nelle giornate di martedì e di giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e dove chi ha bisogno viene ascoltato e aiutato. “Purtroppo negli ultimi mesi le richieste di aiuto sono aumentate - conclude -. Ci sono genitori che hanno perso il posto di lavoro, ma anche persone di 50 o 60 anni che erano rimaste a casa e che erano tornate a vivere con i genitori anziani. Quando il genitore viene a mancare, oltre al lutto e alla sofferenza c’è anche il problema della mancata entrata della pensione e della difficoltà a trovare un lavoro.

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