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"Battere il covid si può": gli speciali auguri della dottoressa che ha 'scoperto' il virus

Gli auguri di buon anno di Annalisa Malara, la dottoressa che "scoprì" il paziente 1

La dottoressa Malara

Vincere la battaglia col covid non è un'impresa possibile. Tornare alla vita di sempre non è più una "mission impossible". Non più. A certificarlo è Annalisa Malara, l'anestesista cremonese che - insieme alla collega Laura Ricevuti - il 20 febbraio a Codogno ha scoperto il 'paziente 1' in Italia e che mercoledì ha voluto fare i suoi personalissimi auguri a tutti i lombardi. 

"Auguri di buon anno a tutti. La voglia di vivere senza limitazioni e paure è avvertita con molta forza da ciascuno di noi. Me compresa, lo confesso. Posso dire a tutti che questo non è un sogno, è una speranza possibile", le sue parole affidate a "Lombardia Notizia online", il quotidiano del Pirellone. 

È "una speranza possibile - ha garantito la dottoressa Malara - perché oggi possiamo realisticamente affermare che ci sono tanti elementi che ci fanno credere che questo ritorno alla vita normale avverrà presto. Sono però altrettanto convinta che, per di più, porteremo con noi tanti insegnamenti fondamentali che abbiamo appreso da questa terribile pandemia". 

Lei stessa ha poi voluto fare un appello a tutti i lombardi: "Vorrei ricordare l'importanza del vaccino. Io stessa mi vaccinerò il prima possibile. Vaccinatevi. È quello che oggi chiedo a tutti. E cercate di mantenere dei comportamenti attenti finché un numero congruo di persone non saranno vaccinate. Ma soprattutto - ha rimarcato - non mollate mai la speranza di riuscire a battere questo virus. Perché abbiamo visto che è possibile".

Da novembre la dottoressa Malara - premiata anche con la "Rosa camuna" e nominata "Personaggio italiano dell'anno" da Sky - è impegnata nell'Ospedale Fiera di Milano coordinato dal professor Nino Stocchetti, primario del Policlinico di Milano. "Ho voluto dire grazie, in modo concreto, per l'aiuto fondamentale che ci era stato dato a marzo e aprile negli ospedali di Lodi e Codogno, soprattutto da parte del personale sanitario di Milano. Senza l'aiuto di queste persone non saremmo mai riusciti a prenderci cura di un numero così elevato di pazienti. È un'esperienza - ha concluso Annalisa Malara - che mi sta arricchendo. Ho la fortuna di poter lavorare con l'équipe del Policlinico di Milano, nella quale ho trovato professionisti eccezionali che mi hanno insegnato molto. Ma si tratta di una esperienza molto forte e formativa anche dal punto di vista personale e umano, perché riuscire a restituire l'aiuto fondamentale, che ci era stato dato in quel periodo drammatico, fa nascere e sviluppare sentimenti che arricchiscono moltissimo". 
 

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