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In Brianza l'eccellenza per la cura dei disturbi del comportamento alimentare

All'ospedale San Gerardo equipe specializzate per adulti e ragazzi. Durante l'emergenza sanitaria i casi sono aumentati del 30%

Un centro ad hoc per i disturbi del comportamento alimentare. L'Asst Monza dal 2006 è in prima linea per la presa in carico e la cura dei giovani e giovanissimi che cadono del baratro dell'anoressia e della bulimia. Ma anche degli altri disturbi del comportamento alimentare che, negli ultimi anni, hanno visto un'impennata di casi. Le richieste di aiuto e di intervento sono aumentate almeno del 30%  (soprattutto a causa della pandemia) con un esordio della malattia già alle scuole primarie.

E proprio oggi, martedì 15 marzo, Giornata nazionale dei disturbi dell'alimentazione, il nosocomio monzese ricorda ai cittadini l'ampia offerta di servizi specializzati proprio per queste patologie che, purtroppo, vedono abbassarsi l'età dell'insorgenza e che durante l'emergenza sanitaria sono aumentati. 

Un aiuto per bambini e ragazzi

Per quanto riguarda l’area dell’infanzia e dell’adolescenza, nella Struttura complessa di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza dal 2006 c'è un servizio dedicato proprio a queste patologie. Un servizio sovratteritoriale che ogni anno vede l'arrivo di circa 100 nuovi pazienti. Il trattamento, in linea con le linee guida nazionali ed internazionali, è di tipo multidisciplinare integrato. L’équipe è costituita da medici specializzati in neuropsichiatria infantile, psicologi psicoterapeuti, infermieri e dietisti e lavora in stretta collaborazione con altri specialisti ospedalieri (in particolare pediatri endocrinologi e ginecologi).

Il Centro è attualmente costituito da: un day hospital ad “alta intensità” terapeutica e assistenziale che garantisce pasti assistiti, attività riabilitative e colloqui di sostegno sia per i minori sia per le loro famiglie con un volume di accessi di circa 3mila all'anno; un ambulatorio specialistico per quadri clinici non gravi o come servizio “cerniera” di transizione dal day hospital prima delle dimissioni; e la possibilità di ricovero in degenza ordinaria per periodi medio-brevi di pazienti che  presentano grave compromissione dello stato fisico e/o delle condizioni psichiche. 

Disturbi che colpiscono anche gli adulti

Ma questi disturbi non riguardano soltanto i più giovani. La scienza dimostra che anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare compaiono anche in età adulta. Dal 1999 nel nosocomio di via Pergolesi è stato aperto un ambulatorio specialistico con équipe multidisciplinare per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare all'interno della Struttura complessa della Psichiatria.  Nel 2014 il servizio è stato riorganizzato con attività 
diagnostico-clinico-riabilitative integrate, e l'anno dopo è nato il Centro Diurno “La casa di Bianca”, in stretta collaborazione con la Fondazione 
“Maria Bianca Corno” (una ragazza morta di anoressia), che ha permesso di offrire un servizio articolato su più livelli di  complessità di cura.

Non solo anoressia e bulimia

Una cura che non riguarda soltano anoressia e bulemia. Ma una serie di servizi e di specialisti che curano anche la BED (Binge Eating Disorders o Disturbi da Alimentazione Incontrollata),  obesità psicogena e altri disturbi aspecifici del comportamento alimentare svolgendo anche  funzioni di filtro e di cerniera per i successivi livelli terapeutici residenziali in relazione a  quanto emerso durante l’iter diagnostico. L’équipe è formata da medici specialisti in  psichiatria, endocrinologi/nutrizionisti clinici, dietisti e psicologi psicoterapeuti. L’ambulatorio e il Centro Diurno preparano rispettivamente, dunque, un percorso di cura finalizzato alle esigenze di chi è affetto da disturbi del comportamento alimentare con livelli di gravità maggiore che necessitano di interventi di rieducazione alimentare intensiva e ristrutturazione del controllo della quantità/qualità del  cibo assunta anche in alternativa alla permanenza prolungata in strutture di ambito  residenziale o ospedaliero. Oltre a ciò trovano spazio interventi psico-educativi e psicoterapici strutturati, individuali o di gruppo, volti a aumentare la consapevolezza  corporea, a correggere pensieri e comportamenti disfunzionali, a incoraggiare l’espressione  creativa e a sostenere la motivazione alla cura.

"Sono disturbi della sfera mentale"

“I disturbi del comportamento alimentare - spiegano il professore Massimo Clerici, direttore della Struttura di psichiatria e la professoressa Renata Nacinovich, direttore della Struttura di neuropsichiatria infantile - sono disturbi mentali, comuni nella popolazione generale e di sempre maggior riscontro nella pratica clinica ospedaliera e territoriale, che affliggono, in larga parte, ragazze adolescenti o giovani adulte: il disturbo può interessare anche i maschi e soggetti di età diverse (in particolare nelle fasce 14-18 anni e 30-40 anni). Dai dati epidemiologici a disposizione risulta come in Italia - su 100 ragazze adolescenti - almeno 10 soffrano di qualche disturbo collegato all’alimentazione, più o meno specifico; nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di situazioni cliniche sotto-soglia o atipiche, ma in una minoranza significativa si tratta purtroppo di quadri clinici di DCA ben definiti e particolarmente gravi (che possono portare fino alla morte per le complicanze cliniche legate alla malnutrizione) quali anoressia nervosa (intorno all’1%), bulimia nervosa (poco sopra il 2%) e le più diverse forme di BED (intorno al 2%)". 

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