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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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"Babbo Natale non esiste": la polemica era partita 7 anni fa in Brianza

Il vescovo di Noto durante l'omelia "rompe" la magia del Natale. Ma già nel 2014 un altro sacerdote in Brianza aveva annunciato dal pulpito che Babbo Natale era un'invenzione

Per i bambini di Noto addio alla magia del Natale. Nei giorni scorsi Antonio Staglianò, vescovo di Noto, durante l'omelia ha dichiarato che Babbo Natale non esiste. 

Un'uscita che ha scatenato la polemica, soprattutto tra i genitori che hanno dovuto dare spiegazioni ai loro bambini sulla reale esistenza di Babbo Natale al quale, i più piccoli, affidano i loro desideri dei balocchi da trovare sotto l'albero. 

Come riporta Ansa il vescovo ha dichiarato che "Babbo Natale non esiste e la Coca Cola ne usa l'immagine per accreditarsi come portatrice di valori sani". Il vescovo ha poi spiegato che non c'era alcuna intenzione di rompere la magia del Natale ma "Ho spronato i più giovani ad avere di Babbo Natale un'idea più incarnata per poter vivere meglio l'attesa e soprattutto lo scambio dei doni. Se Babbo Natale è San Nicola, i bambini dovrebbero aprirsi ad un sentimento di vicendevole aiuto, alla solidarietà dei doni verso i bimbi più poveri".

Una vicenda ben nota in Brianza dove, durante la messa della vigilia di Natale del 2014, don Ferdinando Mazzoleni, storico parroco di Villasanta, si era scagliato contro Babbo Natale lasciando attoniti i suoi fedeli. Una vicenda che all'epoca aveva fatto gridare allo scandalo anche perché le parole di don Ferdinando erano state ben più dure di quelle del vescovo di Noto e pronunciate proprio a poche ore dalla magia del rito dell'apertura dei doni.

Il sacerdote, oggi ormai in pensione, durante quell'omelia aveva dichiarato che  Babbo Natale "era un ciccione ubriacone inventato dalla Coca Cola per simboleggiare il consumismo durante feste che un tempo erano considerate sacre". Il prete aveva poi, con toni meno coloriti, spiegato la sua esternazione affermando che "Quel personaggio creato dalla pubblicità, svuota il giorno in cui si festeggia la nascita di Gesù, del suo significato religioso. Si pensa troppo al consumismo per colpa sua, lasciando i riti religiosi in secondo piano".

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