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Lunedì, 3 Ottobre 2022
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Se il cane abbaia tutta la notte i vicini possono chiedere un risarcimento

Secondo i giudici "l'assenza di sonno provoca danni alla salute"

Se il cane abbaia durante la notte, impedendo ai vicini di casa di dormire, questi potrebbero costringere il proprietario dell'animale a pagare una sostanzioso risarcimento. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha confermato la sentenza della Corte d'Appello di Caltanissetta sul caso di due cani lasciati abbaiare tutte le notti sul terrazzo di un appartamento all'interno di un condominio. Infatti, secondo quanto riportato dai giudici nella sentenza, "l'assenza di sonno è causa di danni alla salute".

Come riportato da Today  il caso arriva dalla Sicilia, dove uno dei vicini di casa, stanco per le notti passate senza chiudere occhio a causa dei guaiti dell'animale, ha deciso di fare causa al dirimpettaio. Nella denuncia si parla di "cupi ululati, nonché continui e fastidiosi guaiti, specie nelle ore notturne e di riposo", che hanno spinto l'uomo a rivolgersi alle autorità, lamentando appunto conseguenze negative per la propria salute. Il protagonista della vicenda ha inoltre sostenuto di aver subito gravi conseguenze, sia personali che proferssionali: ha perso il lavoro perché non è stata più in grado di svolgere al meglio le sue mansioni e per le troppe assenze per malattia. Un malessere causato appunto dal mancato riposo. I proprietari dell'animale avrebbe replicato facendo leva sulla difficoltà di provare "che l'uomo sia stato licenziato per quella specifica ragione", 

I giudici però hanno dato ragione al vicino "disturbato": i proprietari dell'animale hanno dovuto risarcirlo e pagare anche 2.700 euro di spese di giudizio. La norma applicata infatti prevede che "chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a 3 mesi, o con l’ammenda fino a euro 309, che diventa invece da euro 103 a euro 516 a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’Autorità".

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