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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Economia e lavoro

Ecco chi avrà un aumento in busta paga a partire dal 2023

Le novità inserite nella legge di bilancio

Sì alla flat tax e alla riduzione del cuneo fiscale, ma le due misure riguarderanno solo una platea limitata di lavoratori e almeno per i dipendenti a basso reddito avranno un effetto modesto in busta paga. Sono queste le due principali misure di riduzione della pressione fiscale inserite nella legge di bilancio e approvate ieri sera dal consiglio dei ministri (il testo dovrà passare però al vaglio delle Camere). Ma andiamo con ordine. Iniziando dalla flat tax al 15% che il governo ha esteso anche ad autonomi e partite Iva con ricavi fino a 85mila euro (il limite in vigore oggi è di 65mila). Per questi contribuenti, che ora sono assoggettati a una imposizione fiscale ben più elevata, il risparmio sarà piuttosto consistente.

Non solo: sempre per i lavoratori autonomi, si legge in un comunicato di Palazzo Chigi, è stata prevista "una flat tax incrementale al 15% con una franchigia del 5% e un tetto massimo di 40.000 euro". In sostanza gli aumenti di reddito rispetto alle annualità precedenti godranno di una tassazione agevolata. 

Taglio del cuneo fiscale: cosa cambia per i dipendenti

Diverso il discorso per il taglio del cuneo sul lavoro. L'esecutivo ha confermato la riduzione di due punti già varata da Draghi per i redditi lordi sotto i 35mila euro annui e ha introdotto un'ulteriore sforbiciata di un punto per i redditi sotto i 20mila. 

La riduzione del cuneo è tutta a beneficio dei lavoratori, sottolinea il ministero dell'Economia e delle finanze dopo l'approvazione in consiglio dei ministri del disegno di legge sulla manovra. Vediamo a grandi linee cosa potrebbe cambiare in busta paga a partire dal 2023. Chi ha un reddito lordo superiore ai 20mila euro non riceverà alcun aumento rispetto alle ultime buste paga. Il motivo è semplice: il governo non ha fatto altro che confermare il taglio del 2% al cuneo introdotto da Draghi che tuttavia era in vigore già da diversi mesi e sarebbe scaduto a dicembre del 2022.

Per i redditi lordi inferiori ai 20mila euro ci sarà invece un piccolo aumento grazie al taglio delle tasse di un ulteriore punto percentuale. Ma dovrebbe trattarsi di un incremento modesto.  

Bonus aziendali e assunzioni agevolate

La legge di bilancio prevede anche una detassazione dei premi di produttività fino a 3.000 euro, la cui aliquota passerà dal 10% al 5%. I bonus in denaro erogati ai lavoratori in poche parole godranno di una tassazione agevolata. Si tratta comunque di benefici che dipendono dai datori di lavoro e che nella realtà dei fatti spettano a un numero limitato di dipendenti.

Sempre restando sul tema dei bonus aziendali, segnaliamo che già con il decreto Aiuti quater era stata aumentata da 600 a 3mila euro (e fino al 31 dicembre) la soglia esentasse dei così detti "fringe benefit", espressione con cui si intende una forma di retribuzione erogata dall'azienda in beni e servizi al lavoratore. Qualche esempio: i buoni acquisto, pc o telefoni aziendali, alloggi in affitto al dipendente o alla famiglia. Con l'approvazione del decreto, nel novero di questi benefit rientreranno anche le somme erogate per pagare le bollette.  

Tornando alla legge di bilancio, sul fronte lavoro il governo ha deciso anche di introdurre agevolazioni sulle assunzioni a tempo indeterminato con una soglia di contributi fino a 6 mila euro per chi ha già un contratto a tempo determinato e in particolare per le donne under 36 e per i percettori del reddito di cittadinanza

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